Legge regionale n. 9/2016

Le norme regionali contro la ludopatia e la storia personale di un 32enne cuneese

Il settore è uno dei tanti in crisi a causa della pandemia e la possibilità di doversi reimpiegare come tecnico manutentore in un altra branca dell'universo delle macchinette per il 32enne è reale.

Le norme regionali contro la ludopatia e la storia personale di un 32enne cuneese
Politica Cuneo città, 06 Aprile 2021 ore 14:28

"Il rammarico di noi dipendenti sarà quello di essere licenziati non per causa nostra ma per colpa di una legge che non ci considera".

Parole molto forti quelle di Alessandro Rosso, 32enne di Cuneo, dipendente come tecnico riparatore in una azienda che noleggia slot machine e giochi da intrattenimento per bar.

"Finita la scuola tredici anni fa ho subito iniziato a cercare lavoro l'ho trovato in una azienda che noleggia slot machine e giochi da intrattenimento per bar, la mia mansione è fare il tecnico riparatore. Piano piano questa ditta è diventata una seconda famiglia per me. Amo il mio lavoro e vorrei continuare a farlo. Purtroppo per il nostro settore è entrata in vigore la legge 9/2016 la cui conseguenza è stata una diminuzione drastica del lavoro e molti miei colleghi hanno scelto una strada diversa. Se questa legge non verrà modificata ci saranno moltissimi altri tagli in tutto il settore del gioco legale e dell'indotto. Queste aziende creano posti di lavoro che vengono annullati con una semplice legge regionale. Migliaia di persone rischieranno il posto di lavoro. Il rammarico di noi dipendenti sarà quello di essere licenziato non per causa nostra ma per colpa di una legge che non ci considera".

Il settore è uno dei tanti in crisi a causa della pandemia e la possibilità di doversi reimpiegare come tecnico manutentore in un altra branca dell'universo delle macchinette per il 32enne è reale.

Di che cosa parla la Legge Regionale 9/2016

Anche perché in Piemonte la Legge Regionale 9 del 2 maggio 2016 per il contrasto delle ludopatie entro il 20 maggio 2021 stabilirà la chiusura di tutte le sale dotate di apparecchi e macchinette slot che non riescono a garantire un'adeguata distanza degli esercizi commerciali rispetto a “luoghi sensibili” come scuole, istituti religiosi, strutture ospedaliere e via dicendo.

La norma piemontese stabilisce l'introduzione di una distanza minima (fino a 500 metri per i Comuni con più di 5mila abitanti) che tutti gli esercizi commerciali muniti di Videolottery (VLT) e New Slot (AWP) funzionanti devono rispettare nei confronti di alcuni luoghi definiti "sensibili" (scuole, istituti religiosi, strutture ospedaliere, impianti sportivi...) pena la chiusura dell'attività. In Piemonte il distanziometro è stato applicato a partire da novembre 2017 per gli esercizi "generalisti" mentre per le sale da gioco dedicate è entrato in vigore da maggio 2019 o da maggio 2021 a seconda che l’autorizzazione all’esercizio dell’attività sia stata rilasciata prima o dopo il 1 gennaio 2014.

Nel periodo 2016 – 2019 si è avuto un pesante ridimensionamento del settore. Nel 2016, il margine della filiera era in grado di sostenere 4.800 addetti, successivamente a causa dei continui e incessanti incrementi di tassazione, le risorse economiche del settore si sono ridotte in maniera rilevante tali da determinare una riduzione di circa 600 addetti; infine il distanziometro ha determinato una ulteriore rilevante perdita di 1.700 occupati. Complessivamente sono andati persi 2.300 posti di lavoro, determinando l’assetto del settore a fine 2019 che si stima risultasse pari a circa 2.550 addetti.

"Questa legge non ci considera"

I player del settore parlano della perdita di 1700 posti di lavoro e pongono come tema il rischio di ripercussioni sul gioco illegale.

"Non ci lamentiamo inutilmente - questa la versione di Alessandro Rosso - non vogliamo il reddito di cittadinanza e sussidi vari, ma vogliamo alzarci ogni mattina, andare a lavorare come qualsiasi altra persona. Tutti ci considerano cattive persone che approfittano della gente che gioca: ma in realtà siamo la prima barriera contro il gioco illegale! Quindi non siano dei malfattori e neanche dei lavoratori di serie b. Il 20 maggio dopo 3 anni di agonia conosceremo il nostro futuro. Continuiamo a sperare che la regione Piemonte prenda provvedimenti in nostro favore".

La manifestazione in piazza a Torino

Lo scorso 18 marzo 2021, in piazza Castello a Torino si era svolta una manifestazione davanti alla sede della Regione Piemonte. Un migliaio circa di persone, appartenenti al settore del gioco legale, ha protestato a favore dell’abrogazione della retroattività e delle norme contenute nella Legge Regionale n. 9/2016. Una delegazione dei manifestanti era stata ricevuta dalla Regione.

Alessandro Balconi