Inaugurazione hub di Alba

"Con il generale Figliuolo, la campagna vaccinale ha avuto un cambio di passo"

L'assessore Icardi ha donato al commissario straordinario per l'emergenza Covid-19 una copia della penna di Cesare Pavese.

"Con il generale Figliuolo, la campagna vaccinale ha avuto un cambio di passo"
Politica Alba e Langhe, 15 Aprile 2021 ore 18:43

"Con il coordinamento del generale Figliuolo, la campagna di vaccinazione nazionale ha senza dubbio cambiato passo". Sono state queste le parole pronunciate dall'assessore alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, all'inaugurazione del centro vaccinale della Fondazione Ferrero di Alba. Nell'occasione l'assessore Icardi ha inoltre donato al commissario straordinario per l'emergenza Covid-19 una riproduzione della penna di Cesare Pavese in serie limitata, con l'auspicio che possa utilizzarla per “firmare le ordinanze per vincere la pandemia”.

Il generale Figliuolo in Piemonte

IL RESOCONTO DELLA DUE GIORNI IN PIEMONTE:

Si è conclusa con la visita al Centro “Ipazia” di Novara, sede di un nuovo hub vaccinale, la due giorni piemontese del Generale Figliuolo. Nel corso della mattinata, oltre al polo novarese, il commissario straordinario per l'emergenza Covid-19 ha fatto tappa a Moncalieri e ad Alba, nel nuovo centro vaccinale della Fondazione Ferrero.

"La Regione - afferma il generale Figliuolo - sta seguendo il piano vaccinale. Ha somministrato l'87% delle dosi ricevute e ora ha bisogno di altre dosi. Per il target ci siamo, 24 mila, non bisogna salire repentinamente. Su fine mese bisogna salire a 40mila. In Piemonte, così come nelle altre Regioni d'Italia, la macchina organizzativa è pronta a reggere il carico di vaccini che arriveranno in maniera cospicua".

L'esercito del vaccino in Piemonte comprende ora più di 225 centri vaccinali, quasi 1000 medici di famiglia che somministrano dosi nei propri ambulatori, altri 1000 che somministrano nelle aziende sanitarie ed una realtà di 51 aziende che hanno dato a vaccinare la popolazione e i loro dipendenti.

"Il generale - ha dichiarato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio - ha potuto constatare come il Piemonte stia facendo bene la sua parte. Entro la metà di aprile, noi avevamo dato l'obiettivo dei 30mila e lo abbiamo raggiunto con lo stress test di sabato 10 aprile con oltre 32mila vaccini somministrati. Siamo pronti a veleggiare sui 40mila a maggio".

Una copia della penna di Pavese donata al Generale

E' stata donata questa mattina al generale Francesco Paolo Figliuolo dall’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, una riproduzione della penna di Cesare Pavese in serie limitata con l’auspicio che il commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 possa utilizzarla per “firmare le ordinanze per vincere la pandemia” e, soprattutto, “per firmare molte nuove forniture di vaccini per tutto il Paese”.

La consegna è avvenuta durante la visita al centro vaccinale della Ferrero di Alba, alla presenza del capo della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, e del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.

Icardi, già sindaco di Santo Stefano Belbo, il paese natale di Pavese e presidente della Fondazione intitolata allo scrittore, ha poi sottolineato come, oltre ai vaccini, sia altrettanto strategico lo spirito di squadra espresso dal territorio nella lotta contro il virus, riferendosi in particolare ai centri vaccinali che stanno sorgendo in tutto il Piemonte, grazie al coinvolgimento di sindaci, volontari e imprese private.

"Con il coordinamento del generale Figliuolo – ha dichiarato Icardi -, la campagna di vaccinazione nazionale ha senza dubbio cambiato passo ed ora occorre che anche l’Europa si metta al passo, mantenendo gli impegni nelle forniture dei vaccini. L’impegno degli uomini dell’Esercito, come il Piemonte può testimoniare, in questo anno di emergenza sanitaria è sempre stato una garanzia di successo. Dalla realizzazione delle tensostrutture agli ospedali da campo, dall’operatività nei presidi sanitari alle donazioni di sangue, il ruolo dei militari si è rivelato di rilevanza strategica. La divisa degli alpini per i piemontesi è considerata alla stregua di un simbolo sacro, sinonimo di sacrificio, capacità organizzativa, efficienza e affidabilità".