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Targa dedicata a Giovanni Palatucci dalla Questura di Cuneo

Fu l'ultimo Questore di Fiume italiana e si adoperò per salvare centinaia di ebrei dalla furia nazista. Oggi, a 76 anni di distanza, la cerimonia in suo onore.

Targa dedicata a Giovanni Palatucci dalla Questura di Cuneo
Cronaca Cuneo città, 10 Febbraio 2021 ore 12:52

Fu l'ultimo Questore di Fiume italiana. Giovanni Palatucci, il 10 febbraio 1945, morì nel campo di concentramento di Dachau, ma durante la sua permanenza a Fiume come funzionario di pubblica sicurezza si adoperò per salvare centinaia di ebrei dalle persecuzioni razziali. Oggi, mercoledì 10 febbraio 2021, in occasione del 76esimo anniversario dalla sua morte, all'esterno della Questura di Cuneo è stata dedicata una targa in suo onore.

La commemorazione

Nel corso della giornata di oggi, mercoledì 10 febbraio 2021, in occasione del 76esimo anniversario dalla morte dell'ultimo questore della Fiume italiana, la Questura di Cuneo ha deciso di dedicare a Giovanni Palatucci una targa commemorativa durante la cerimonia svoltasi a partire dalle 10.30 in via Carlo Massimiliano Roero.

Alla presenza del sindaco di Cuneo, Federico Borgna, la presidente provinciale dell’Anpi, Ughetta Biancotto, i comandanti provinciali di carabinieri, Pasquale del Gaudio, guardia di finanza, Luca Albertario, e vigili del fuoco Vincenzo Bennardo e il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Giandomenico Genta che ha finanziato la targa, il Questore di Cuneo, Nicola Parisi, ha ricordato l’impegno del funzionario campano che si adoperò per salvare centinaia di ebrei dalle persecuzioni razziali.

Giovanni Palatucci, ultimo questore di Fiume italiana

Riconosciuto "Giusto tra le Nazioni" dallo Yad Vashem di Gerusalemme, viene poi insignito della Medaglia d'Oro al Valore Civile alla memoria dallo Stato italiano per aver salvato dal genocidio migliaia di ebrei. Giovanni Palatucci, nasce a Montella, in provincia di Avellino, il 31 maggio 1909 e dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza, a soli 23 anni, si arruola come volontario nel Corpo di Pubblica Sicurezza come Vice Commissario.

Dopo una breve permanenza a Genova, alla fine del 1937 viene trasferito alla Questura di Fiume come responsabile dell'Ufficio Stranieri, ruolo che lo mette sin da subito a diretto contatto con la dura realtà della condizione degli ebrei.
In seguito consegue il grado di Commissario e nel 1944 viene nominato Questore di Fiume; sarà l'ultimo Questore della città istriana.

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Durante la sua permanenza a Fiume si trovò a dover affrontare e gestire la situazione dei profughi che dai Balcani arrivavano in Italia, quasi tutti ebrei, nonché l'impatto che le leggi razziali ebbero sulla popolazione ebraica. La sua posizione di dirigente dell'Ufficio Stranieri gli consentì di salvare tanti ebrei dai campi di sterminio, fornendo loro dei documenti falsi e favorendone la fuga verso la Svizzera.

Sono più di 5000 le persone che Giovanni Palatucci contribuì a salvare. Il 13 settembre 1944 venne arrestato dal Tenente Colonnello Kappler delle SS con l'accusa di cospirazione con il nemico, poiché nel frattempo si era legato ad un movimento indipendentista fiumano, e tradotto nel campo di sterminio di Dachau, dove morì il 10 febbraio 1945, pochi giorni prima della Liberazione, a soli 36 anni.