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Tragedia a Cossano Belbo

Cerca di salvare il collega, ma muoiono entrambi nella cisterna

A perdere la vita sul posto di lavoro sono stati Gerardo Lovisi, 45 anni di Nizza Monferrato, e Gianni Messa, 58 anni di Pocapaglia.

Cerca di salvare il collega, ma muoiono entrambi nella cisterna
Cronaca Alba e Langhe, 05 Giugno 2021 ore 09:32

Una vera e propria tragedia che si è verificata in un'azienda vinicola di Cossano Belbo (Cuneo). Secondo le prime ricostruzioni, Gianni Messa, 58enne di Pocapaglia, e Gerardo Lovisi, 45enne di Nizza Monferrato, hanno perso la vita a causa di un malore dovuto alla bassissima concentrazione di ossigeno, al di sotto del 10%, all'interno della cisterna nella quale si erano recati per bonificare il luogo con l'azoto gassoso per la fermentazione del vino.

IL LUOGO DELLA TRAGEDIA:

La tragedia di Cossano Belbo

Il dramma si è verificato poco dopo le 15,40 di ieri, venerdì 4 giugno 2021, nell'azienda vinicola "Fratelli Martini" di Cossano Belbo (Cuneo). Gianni Messa, 58enne di Pocapaglia, e Gerardo Lovisi, 45enne di Nizza Monferrato (Asti), hanno perso tragicamente la vita mentre si trovavano una delle grosse cisterne in acciaio inox dell'azienda per eseguire la bonifica del luogo con l'azoto gassoso per la fermentazione del vino.

Una volta scattato l'allarme, sul posto sono giunti il Servizio elisoccorso regionale del 118, i Vigili del fuoco e i Carabinieri della compagnia di Alba. Per l'equipe medica, tuttavia, non c'è stato nulla da fare che constatare il decesso dei due operai.

Morti per asfissia

Secondo i primi accertamenti del medico legale i due lavoratori sarebbero morti per asfissia: come ricostruito dalle Forze dell'Ordine, all'interno della cisterna interessata, la concentrazione di ossigeno era inferiore al 10% meno della metà di quella necessaria per respirare e vivere.

Inizialmente, ad accusare un malore per la mancanza di ossigenazione è stato Gerardo Lovisi, il quale si era introdotto per primo nell'enorme contenitore in acciaio. Gianni Messa, vedendo cadere a terra il suo collega, si era fiondato per soccorrerlo, ma anche lui, purtroppo, è stato colto dallo stesso malore per la rarefazione dell'ossigeno.

Le salme dei due operai sono state recuperate dai Vigili del fuoco, e si trovano ancora nello stabilimento di Cossano, in attesa del trasferimento presso l’obitorio di Santo Stefano Belbo, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Sull'incidente sta indagando ora la Procura della Repubblica di Asti, con il procuratore Donatella Masia, al fine di comprendere con esattezza il motivo per cui, nella cisterna, la concentrazione di ossigeno fosse così bassa da non permettere di respirare in sicurezza.

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Altri due morti sul lavoro, una strage che non si arresta

A seguito della tragica notizia del decesso degli operai Gianni Messa e Gerardo Lovisi, le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil della sezione di Cuneo sono intervenute a commento dell'ennesimo caso di morti bianche sul lavoro:

"E’ ancora morte sul lavoro, ancora una volta in provincia di Cuneo. Due operai di una azienda vinicola di Cossano Belbo sono caduti in una cisterna e sono deceduti. Un’altra notizia tragica, un altro incidente sul lavoro, una strage che non si arresta e cresce, nonostante gli appelli, le buone intenzioni, le manifestazioni e le proteste delle lavoratrici e dei lavoratori, le richieste avanzate ai governi, a tutti, da anni, affinché si affrontino i nodi cruciali del sistema lavoro in Italia, la precarietà e la mancanza di regole, il buco nero del lavoro non dichiarato, lo sfruttamento. Non parliamo più di incidenti sul lavoro, perché questa è una strage consapevole che ha dei responsabili. Siamo sconvolti, colpiti di nuovo nella nostra realtà, a pochi giorni dal presidio unitario dedicato alla sicurezza sul lavoro. Oggi ci stringiamo intorno ai familiari e ai colleghi delle vittime, è il momento del lutto, della rabbia. Domani ritorneremo ancora, e ancora fino a che sarà necessario, a chiedere che la vita delle persone valga sempre, che il lavoro ritrovi il significato di sostegno, di appoggio, e non di pericolo e di morte".

LA TRAGEDIA DI COSSANO BELBO:

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