Intervento degli esperti

Ordine degli Psicologi: "Lo stop della scuola ha forti conseguenza sulla crescita personale degli studenti"

Un comunicato stampa nel quale si esprime la necessità di un ritorno a scuola per gli studenti (almeno i più piccoli) dopo Pasqua.

Ordine degli Psicologi: "Lo stop della scuola ha forti conseguenza sulla crescita personale degli studenti"
Scuola Cuneo città, 25 Marzo 2021 ore 16:35

Un comunicato stampa diramato sul sito ufficiale. E' così che l'Ordine degli Psicologi è intervenuto a commento della didattica a distanza imposta per tutti gli studenti che si trovano al momento in zona rossa. Una misura dicono che può avere conseguenze forti anche sulla crescita personale dei giovani alunni.

L'Ordine degli Psicologi sulla dad

Una posizione quella dell'Ordine degli Psicologi, pubblicata sul proprio sito ufficiale, nel corso della giornata di oggi, giovedì 25 marzo 2021, e che si è voluta concludere con una frase presa dal romanzo "Il Piccolo Principe" di Antoine de Saint-Exupéry: "Tutti gli adulti sono stati una volta bambini... ma solo pochi di loro lo ricordano".

Questo il comunicato ufficiale nel quale l'Ordine afferma la necessità di una riapertura delle scuole dopo Pasqua almeno per i più piccoli:

"Le decisioni prese a partire dal 2 marzo 2021 , di fronte al rialzo della curva dei contagi causati dalla pandemia Covid-19, avranno conseguenze a lungo termine sul futuro della formazione, dell’educazione dei bambini e delle giovani generazioni, e della scuola. Non possiamo tornare al mondo com’era prima, questo è quello che l’UNESCO ricorda a tutti noi, ed è anche l’unica certezza che abbiamo in questo momento. Alla luce di questa breve premessa, una riflessione sulla scuola da parte dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte (OPP) è sentita, voluta e condivisa".

"La scuola è quello «spazio fisico e relazionale» che offre alle bambine e ai bambini, agli adolescenti e ai giovani adulti il contesto in cui sperimentare possibilità di confronto e di crescita, ed esplorare nuove opportunità e vie di realizzazione. Non è solo un luogo fisico per imparare delle materie e per acquisire un titolo di studio importante per il loro futuro professionale. La scuola è il luogo chiave per realizzare i nostri sè possibili: esprimere chi si è e diventare chi si desidera diventare: è il luogo dove si possono incontrare altri che non sono come noi, altri da cui e con cui impariamo, altri che espandono la nostra visione del mondo e che ci aiutano ad apprezzare la ricchezza delle differenze individuali".

"La condizione di pandemia Covid-19 ha, però, interrotto la possibilità di iniziare a conoscere questo spazio formativo (si pensi ai bambini entrati a scuola per la prima volta a settembre 2020) o a coloro che hanno concluso un primo percorso di studi per entrare in quello successivo. Ognuno di loro ha sperimentato la scuola in un modo inusuale perché interrotta dal lockdown e perché trasformata in un 'luogo distanziato'. Infatti mentre l’impatto del Covid-19 si è diffuso in tutto il mondo, le scuole sono state costrette a rinventarsi dovendo adattarsi rapidamente a un nuovo modo non solo di 'fare le cose' – online, da remoto, in modalità mista – ma anche di 'creare relazioni e ponti' con gli studenti, con le famiglie, con la comunità, in un modo finora concepito come atipico. Cogliere il senso e l’impatto che queste interruzioni ed intermittenze (apertura-chiusura-riapertura-chiusura) stanno avendo sulle bambine e sui bambini, sulle studentesse e sugli studenti, sugli insegnanti, sulle famiglie, sulla scuola, non è solo fondamentale ma doveroso".

In età scolare e adolescenziale aumentato il disagio psicologico

"Gli studi scientifici nazionali e internazionali sono concordi nel ritenere che il disagio psicologico in età scolare e adolescenziale è aumentato: la ricerca evidenzia che le problematiche legate alle fobie sociali, alle somatizzazioni, alle forme di evitamento relazionale, alle risposte depressive, se da un lato, rinforzano la risposta comportamentale del “rimanere a casa”, utile al contenimento della diffusione del virus, dall’altro creano ansie anticipatorie e malessere psicologico e relazionale in persone di sempre più giovane età. Questi dati non possono essere ignorati con l’idea che una volta sconfitto il Covid-19 tutto ritornerà alla "normalità" tanto criticata in epoca pre-Covid, e tanto ambita oggi".

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"Di fronte ai cancelli delle scuole nuovamente chiusi, in quasi tutto il territorio nazionale, il senso è quello di fare in modo che la  distanza fisica sia arricchita di presenza psicologica, emotiva e relazionale, ma anche di risorse professionali ed economiche che permettano la sostenibilità di tutto questo. Per questo diventa fondamentale che le Istituzioni governative regionali e nazionali investano a tutti i livelli affinché la scuola, anche nelle sue trasformazioni emergenziali, continui ad essere il luogo deputato alla crescita cognitiva, emotiva e relazionale delle giovani generazioni".

"I funzionari dell’Ufficio scolastico regionale, i dirigenti scolastici, le studentesse e gli studenti, le famiglie, il corpo docente, il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA), i collaboratori scolastici, gli esperti esterni stanno dimostrando resilienza, una capacità di tenuta e di vedere in prospettiva. Le studentesse e gli studenti devono essere rassicurati sul fatto che non sono lasciati soli e che le decisioni prese, sulla scuola e sui loro tempi relazionali, non ricadranno passivamente su di loro. La possibilità di riaprire le scuole dopo la pausa pasquale, quantomeno iniziando da quelle dell’infanzia, le primarie e le secondarie di primo grado, deve essere sostenuta con tutti i mezzi possibili e incoraggiata attraverso la solidarietà della nostra comunità professionale".