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Domenica 21 marzo

Manifestazione “TorniAMO a Scuola!” in piazza Galimberti a Cuneo

Anche a Cuneo andrà in scena la manifestazione nazionale per chiedere a gran voce la riapertura delle scuole.

Manifestazione “TorniAMO a Scuola!” in piazza Galimberti a Cuneo
Scuola Cuneo città, 17 Marzo 2021 ore 10:54

Domenica 21 marzo, dalle ore 16 alle 17,30, in piazza Galimberti a Cuneo il Comitato “Scuole Aperte Cuneo” promuove la manifestazione nazionale “TorniAMO a Scuola!“, organizzata dalla Rete Nazionale “Scuola in Presenza” per chiedere a gran voce la riapertura delle scuole.

“TorniAMO a Scuola!” in piazza Galimberti a Cuneo

Anche il Comitato “Scuole Aperte Cuneo” aderisce alla manifestazione nazionale “TorniAMO a Scuola!”:

“Chi non risiede nel comune o nella provincia di Cuneo, può partecipare purché munito di autocertificazione indicante lo spostamento per manifestazione di carattere nazionale. I promotori dell’iniziativa, che si svolgerà in contemporanea nelle piazze di tutta Italia, invitano a partecipare indossando mascherina e rispettando il distanziamento fisico, portando con sé: bandiere bianche (perché la scuola non ha colore), maschere integrali bianche (a testimoniare l’alienazione degli studenti), cappelli a cono d’asino (per denunciare la dispersione scolastica), una campanella (da far suonare a intervalli regolari), zaini (da disporre a scacchiera sulla piazza vicino ai ragazzi), disegni dei bambini e cartelli fatti dai ragazzi da appoggiare sugli zaini con sopra scritto gli slogan: #TorniAMOaScuola, #LaScuolaAScuola, #Scuola=Futuro, #DimenticatiADistanza“.

Manifestazione nazionale

 

La Rete Nazionale “Scuola in Presenza” annuncia per il giorno 21 marzo una manifestazione nazionale in 12 regioni d’Italia per chiedere a gran voce la riapertura delle scuole:

“Ad un anno dall’inizio della pandemia, le Istituzioni continuano a non riconoscere l’istruzione in presenza come diritto fondamentale ed essenziale, in violazione della Costituzione. La scuola, ci ricorda l’art. 34 della stessa1, è ‘aperta a tutti’ e tutti i giovani hanno diritto a un percorso di studi di qualità. Gli studenti, e le loro famiglie, stanno ancora una volta pagando un prezzo altissimo, sia in termini di istruzione negata, sia per il danno psicologico e sociale causato dall’uso prolungato della Didattica a Distanza e dell’obbligo innaturale all’isolamento”.

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Le rivendicazioni

La rete «Scuola in Presenza», rigorosamente apartitica e trasversale, raggruppa al momento oltre 20 comitati e associazioni di genitori, insegnanti e studenti di tutta Italia che già da mesi stanno collaborando e si stanno impegnando a favore della scuola. Insieme rappresentiamo quasi 40.000 aderenti e sostenitori che hanno a cuore il futuro del Paese. La rete chiede alle Istituzioni di:

  • Riconoscere che l’istruzione è un diritto fondamentale ed essenziale che deve pertanto rimanere svincolato dall’automatismo delle “zone a colori”. Le Istituzioni si devono adoperare per mettere in atto rapidamente tutte le misure necessarie allo svolgimento delle lezioni in sicurezza e in presenza per ogni ordine e grado di istruzione. La scuola deve essere l’ultimo luogo a chiudere in caso di picco di contagi, non il primo. Non si possono avere centri commerciali aperti e scuole chiuse.
  • Rigettare l’uso prolungato e indiscriminato della Didattica a Distanza come strumento di insegnamento in quanto inefficace, svilente per gli insegnanti, discriminatorio per gli studenti provenienti da famiglie fragili e lesivo nei confronti degli alunni con disabilità o difficoltà di apprendimento.
  • Ricordare che la tutela della salute della comunità non si esaurisce nella battaglia al Covid-19, ma deve necessariamente includere la difesa della salute psicofisica, oggi gravemente minacciata in bambini e adolescenti. La prolungata mancanza di socialità e di una sana relazionalità didattica sta determinando tra i giovanissimi2un allarmante aumento dei casi di tentato suicidio e di autolesionismo, mentre la scarsa attività fisica e il dilatarsi del tempo trascorso davanti a tablet e PC inducono l’aumento dei casi di pubertà precoce.
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