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L'incidenza inguaia il cuneese

Tutti gli altri sono “liberi” e la Granda deve aspettare fino a mercoledì per la zona arancione

Ecco che cosa è consentito da oggi nel resto del Piemonte che nella Granda non si può ancora fare.

Tutti gli altri sono “liberi” e la Granda deve aspettare fino a mercoledì per la zona arancione
Politica Cuneo città, 12 Aprile 2021 ore 12:15

Un’ordinanza della Regione Piemonte che mantiene la zona rossa nella provincia di Cuneo ancora per due giorni. Il motivo è molto semplice e riguarda la curva di incidenza dei contagi ogni 100mila abitanti. Al momento nella Granda si è assestata a quota 272, dato relativo alla giornata di ieri, domenica 11 aprile 2021, ancora leggermente superiore alla soglia limite di 250 casi ogni 100mila abitanti stabilita dal governo per il passaggio alla zona arancione. Il trend nel cuneese, tuttavia, ha mostrato una graduale discesa anche nell’incidenza e per tale ragione la Giunta Regionale, dopo l’incontro con gli esperti dell’Unità di Crisi, ha voluto mantenere precauzionalmente in provincia la zona rossa fino a mercoledì 14 aprile 2021.

Zona rossa per la Granda fino a mercoledì

A partire dalla giornata di oggi, lunedì 12 aprile 2021, il Piemonte è tornato a tinteggiarsi di arancione, eccezion fatta per la provincia di Cuneo. Come riportato dalla comunicazione ufficiale della Regione, la Granda resterà in rosso fino a mercoledì 14 aprile 2021, giorno in cui è previsto il passaggio alla zona arancione con il conseguente allentamento di alcune misure restrittive.

Motivo di tale provvedimento riguarda il tasso di incidenza dei positivi ogni 100mila abitanti: nel cuneese la curva di incidenza è ancora superiore alla soglia limite di 250 casi ogni 100mila abitanti stabilita dal Governo per la zona rossa. Al momento tale parametro in provincia si è assestato a quota 272, dato riferito alla giornata di ieri, domenica 11 aprile 2021. Nella grafica sottostante, elaborata dottor Paolo Spada, medico dell’ospedale Humanitas di Rozzano, viene analizzato l’andamento della curva di incidenza in provincia di Cuneo:

Come si può ben notare, dallo scorso 12 marzo 2021, il trend della curva di incidenza ha evidenziato un graduale e preoccupante incremento dei positivi ogni 100mila abitanti, andando a superare quota 400 e mantenendosi stabilmente su quelle cifre per diverse settimane. Dal 29 marzo 2021, la tendenza ha iniziato ad invertirsi verso il basso, scendendo gradualmente fin sotto quota 300 casi ogni 100mila abitanti nella giornata di giovedì 8 aprile 2021. Un andamento che prosegue la sua benaugurante discesa e che, secondo le previsioni degli esperti dell’Unità di Crisi, dovrebbe dare concreti segnali da zona arancione dalla giornata di mercoledì 14 aprile.

LA MAPPA INTERATTIVA:

Cosa si può fare in Piemonte da oggi, ma non nel cuneese

In attesa di mercoledì 14 aprile, la provincia di Cuneo dovrà attenersi alle ferree normative della zona rossa ancora per due giorni. Restrizioni e chiusure massime che prevedono ancora la didattica a distanza per gli studenti di seconda e terza media e per quelli delle superiori, mentre nel resto della Regione, da oggi, si può tornare in presenza al 100% per le medie e al 50% per le superiori.

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Oltre all’ambito scolastico, queste sono le principali differenze tra la Granda e tutte le altre province passate in arancio:

SPOSTAMENTI:

  • Non si può entrare e uscire dal Comune o dalla regione.
  • Ci si può muovere liberamente all’interno del proprio comune tra le ore 5.00 e le 22.00, senza autocertificazione.
  • È sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.
  • È consentito il rientro nelle seconde case ubicate dentro e fuori regione, a meno che ordinanze specifiche delle regioni lo vietino.
  • Consentite le visite ad amici o parenti a un massimo di due persone + figli minori di 14 anni o disabili conviventi, una sola volta al giorno, nello stesso Comune tra le ore 5.00 e le 22.00.
  • Consentito a chi vive in un Comune fino a 5.000 abitanti, spostarsi, tra le 5.00 e le 22.00, entro i 30 km dal confine del proprio Comune (anche in un’altra Regione o Provincia autonoma), anche per le visite ad amici o parenti nelle modalità già descritte, con il divieto però di spostarsi verso i capoluoghi di Provincia.

RISTORANTI E BAR:

  • Vietato consumare cibi e bevande all’interno dei ristoranti e delle altre attività di ristorazione (compresi bar, pasticcerie, gelaterie etc.) e nelle loro adiacenze.
  • Consentita dalle 5.00 alle 22.00 vendita con asporto di cibi e bevande (dalle 5 alle 18 senza restrizioni, dalle 18 alle 22 vietata a chi svolte prevalentemente attività di bar senza cucina).
  • Consentita la consegna a domicilio senza limiti di orario, nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti.
  • Consentita, senza limiti di orario, la consumazione di cibi e bevande all’interno degli alberghi e delle altre attività ricettive, per i soli clienti.

NEGOZI:

  • Riaprono parrucchieri, centri estetici.
  • Chiusi nelle giornate festive e prefestive gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, lavanderie e tintorie, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie.

SPORT:

  • Chiuse palestre e piscine.
  • Consentito recarsi presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, del proprio Comune o, in assenza di tali strutture, in Comuni limitrofi, per svolgere esclusivamente all’aperto l’attività sportiva di base.
  • Consentito recarsi in un altro Comune, dalle 5.00 alle 22.00, per fare attività sportiva qualora questa non sia disponibile nel proprio Comune, purché si trovi nella stessa Regione o Provincia autonoma.
  • Consentito lo svolgimento di un’attività sportiva che comporti uno spostamento, entrare in un altro Comune (per esempio la corsa o la bicicletta), purché tale spostamento resti funzionale unicamente all’attività sportiva stessa e la destinazione finale coincida con il Comune di partenza.