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Mahle, la proprietà conferma la chiusura e i lavoratori tremano

Sono oltre 400 gli interessati negli stabilimenti di Saluzzo e La Loggia. Al via le assemblee.

Mahle, la proprietà conferma la chiusura e i lavoratori tremano
Economia Saluzzo e pianura, 31 Ottobre 2019 ore 13:56

Scenari cupi per i dipendenti della Mahle. L’incontro tra azienda e sindacati di oggi, mercoledì 31 ottobre 2019 nella sede della Confindustria di Torino, ha dato esito negativo.

Volontà di chiusura

Nulla di fatto, addirittura brutte notizie. I vertici dell’azienda tedesca hanno confermato la volontà di chiudere gli stabilimenti di Saluzzo nel Cuneese e La Loggia  nel territorio della Citta Metropolitana Torinese. Questa mattina  l’incontro con i delegati sindacali nella sede di Confindustria a Torino è durato meno di un’ora. Erano circa 300 i dipendenti  radunati presso la Confindustria.  Ferma l’azienda nella volontà di chiudere i battenti e altrettanto ferma la posizione dei lavoratori che hanno ribadito che  “finché non viene ritirata la procedura di licenziamento collettivo non siamo disponibili a discutere perché siamo di fronte a un ricatto”. Sono previste assemblee nelle prossime ore

Oltre 400 i lavoratori interessati

I lavoratori interessati sono 453. Sarebbero proprio loro le “vittime” della delocalizzazione. A dimostrare poi quanto la situazione della Mahle preoccupi anche gli amminnistratori locali, era la presenza dei rappresentanti dei Comuni. La delocalizzazione viene vissuta dai lavoratori, così come sottolineato dai rappresentanti sindacali, come una guerra tra poveri.

Preoccupazione nella Regione Piemonte

Presente anche il consigliere regionale Paolo Demarchi e consigliere di minoranza del Comune di Saluzzo: “La  Regione Piemonte segue da vicino la crisi Mahle, aspettiamo questi  giorni di trattativa dell’azienda con i sindacati dei lavoratori. Se non si arriverà ad una soluzione, interverremo con politiche di aiuto verso i lavoratori. Intanto, a breve, verrà convocato un tavolo conoscitivo sulla crisi dell’automotive piemontese”.

45 giorni di trattative

Con il rientro nei rispettivi stabilimenti dei lavoratori che avranno il compito di informare i colleghi di quanto avvenuto  a Torino, è iniziato il periodo di 75 giorni per le trattative, fatte di proposte e controproposte. Ma si parte male, dopo l’incontro di oggi.  I vertici tedeschi non parteciperanno ai prossimi incontri previsti, ma sarà presente una rappresentanza italiana di Mahle. Dal 17 al 19 novembre 2019 sarà convocato il Cae (comitato aziendale europeo a cui aderiscsono le multinazionali europee). In questo modo la crisi Mahle sarà accorpata a quelle degli stabilimenti europei ubicati in Francia, Belgio, Spagna e nella stessa Germania.

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