LA POSIZIONE SINDACALE

Ipotesi voucher in agricoltura: i sindacati dicono no

"Dalla crisi si esce attraverso il lavoro e il rispetto della legalità".

Ipotesi voucher in agricoltura: i sindacati dicono no
Cuneo città, 07 Aprile 2020 ore 17:15

“Dalla crisi si esce attraverso il lavoro e il rispetto della legalità”.

Il comunicato stampa dei sindacati

In questi giorni le Organizzazioni datoriali agricole stanno avanzando con insistenza la richiesta di estendere e liberalizzare l’uso dei voucher in agricoltura, approfittando del clima di emergenza in cui versa il nostro Paese. Come organizzazioni sindacali FLAI-CGIL, FAI-CISL e UILA-UIL esprimiamo, come già due anni fa, la nostra contrarietà alla proposta. Per noi non è credibile rispondere alla necessità di manodopera in agricoltura con uno strumento che precarizza il lavoro e che risulta improprio, in quanto previsto per il solo lavoro accessorio e non per il lavoro ordinario.
Uno strumento che consideriamo lesivo della dignità dei lavoratori agricoli che, a maggior ragione in questo momento di emergenza, dovrebbero vedere riconosciute le piene tutele contrattuali, oltre alle misure di sicurezza previste dal Governo.
Non è con questo tipo di scorciatoie che si può pensare di gestire il lavoro nel settore primario per supplire alla carenza di manodopera

Al via la stazione di Saluzzo

La stagione della raccolta a Saluzzo sta per iniziare e quest’anno più di altre volte ci saranno criticità di alloggiamento e il rischio di un aumento di fenomeni quali: intermediazione irregolare o impropria di manodopera, lavoro irregolare, caporalato con conseguente concorrenza al ribasso tra lavoratori. In attesa di conoscere i tempi della fase 2 dell’emergenza Covid, riteniamo che vada data una risposta chiara e trasparente al mondo agricolo: una lista pubblica di raccolta del fabbisogno di manodopera delle aziende e di disponibilità dei lavoratori stagionali.
In considerazione delle difficoltà economiche a cui andremo incontro dopo la fase acuta dell’emergenza sanitaria è indispensabile che ai lavoratori, aldilà della provenienza e della cittadinanza, vadano garantite regole certe per il collocamento e l’applicazione integrale dei contratti collettivi di riferimento.
A parer nostro sono da evitare scenari nei quali  il probabile arrivo di lavoratori venga derubricato a problema di ordine pubblico, crediamo sia necessario che le autorità competenti , Prefettura, Protezione Civile e Comuni, agiscano di concerto per gestire la situazione alloggiativa e garantire un presidio medico permanente nella zona di concentramento dei lavoratori stagionali. Dalla crisi si esce attraverso il lavoro e il rispetto della legalità.

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