Bonus trasporti per gli studenti delle scuole superiori delle Unioni Montane

Per ogni singolo studente, la cifra corrisposta sarà pari al 50% del costo dell’abbonamento sottoscritto, per una somma massima di 120 euro.

Bonus trasporti per gli studenti delle scuole superiori delle Unioni Montane
Montagna e valli, 10 Dicembre 2019 ore 15:51

Dalla Regione arriva il bonus trasporti destinato agli studenti delle scuole superiori delle Unioni Montane.

Bonus trasporti

La Regione Piemonte istituirà per l’anno scolastico 2019/2020 un buono trasporti per gli alunni delle scuole medie superiori residenti nei Comuni montani al di sopra dei 600 metri, che prevede un contributo per l’utilizzo dei mezzi pubblici impiegati per recarsi a lezione. Lo ha deciso la Giunta regionale nella seduta del 6 dicembre, su proposta del vicepresidente e assessore alla Montagna, Fabio Carosso, progetto per cui sono stati messi a bilancio 400 mila euro.

Destinato alle Unioni Montane

Il bonus verrà assegnato attraverso un bando di cui saranno beneficiarie le Unioni Montane, le quali raccoglieranno le richieste degli aventi diritto, provvederanno all’istruttoria e comunicheranno i beneficiari ammessi alla Regione, da cui riceveranno i contributi da distribuire ai destinatari finali.

Per ogni singolo studente, la cifra corrisposta sarà pari al 50% del costo dell’abbonamento sottoscritto, per una somma massima di 120 euro.

Nel caso le domande ricevute siano superiori all’importo complessivamente stanziato, si applicherà una riduzione percentuale dell’entità massima del bonus, in modo da soddisfare tutte le richieste.

Le parole dell’assessore Carosso

“Si tratta di un provvedimento molto atteso e importante, sollecitato anche dalle Unioni montane – ha dichiarato l’assessore Carosso – che va nella direzione di tutelare il mantenimento dei servizi essenziali a favore della popolazione residente nei territori montani. Il provvedimento si inserisce in un programma più ampio che questa amministrazione sta portando avanti di salvaguardare le zone svantaggiate, salvaguardandone le attività essenziali,in particolare nel campo scolastico, socio-assistenziale e dei trasporti, prendendo le decisioni tenendo conto anche dei bisogni che vengono espressi dai territori”.

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