Cronaca
CUNEO E PROVINCIA

Uccise una 70enne per 3 euro: condannato in via definita Daniele Ermanno Bianco

L'uomo era già noto alle forze dell'ordine per reati di varia natura.

Uccise una 70enne per 3 euro: condannato in via definita Daniele Ermanno Bianco
Cronaca Montagna e valli, 15 Novembre 2022 ore 23:41

Nella giornata di oggi, 15 novembre 2022, la Cassazione confermato la condanna a 30 anni di carcere per Daniele Ermanno Bianco, processato per aver ucciso una pensionata (Anna Piccato) di 70 anni per rapina, a Barge, nel Cuneese, il 23 gennaio 2019. Il bottino, quel giorno, fu di appena 3 euro e 22 centesimi.

La Corte, dunque, ha respinto l'ultimo ricorso della difesa, precisando che l'uomo non merita le attenuanti generiche per "la particolare gravità del fatto", per "l'intensità dell'elemento soggettivo" e per "la condotta di totale disinteresse per la vittima".

Cosa successe

La Piccato fu aggredita alle spalle e colpita più volte alla testa con una chiave inglese, subito dopo aver preso in mano il resto di una consumazione effettuata nel bar del piccolo paese della provincia di Cuneo.

I giudici della Corte hanno ricordato, nella giornata odierna, che Bianco e la vittima si conoscevano da tempo e che in precedenza lei "aveva mostrato umana comprensione ed attenzione per i problemi personali dell'imputato".

La vita della donna

La vittima, secondo quanto emerso, era una pensionata dell'Indesit (nota azienda di elettrodomestici) e molto conosciuta in paese grazie alla sua attività di volontariato presso la Croce Rossa.

Incastrato delle telecamere e l'arresto

Bianco, autore del delitto, già noto per aver precedenti penali per furti e reati minori, era stato pizzicato, in poche ore, grazie alle telecamere di videosorveglianza della zona.

Il 41enne fu arrestato, nella notte del 24 gennaio e interrogato dal pm Alberto Braghin. Durante la fase delle indagini furono effettuate dei prelievi e l'analisi successivamente delle tracce di sangue e dna della vittima sugli indumenti che aveva addosso l'assassino. Appena gli inquirenti hanno avuto i responsi li hanno confrontati con quelli della 70enne. I risultati dei Ris hanno infatti confermato che si trattassero della donna. A quel punto l'uomo non ha potuto fare altro che ammettere il delitto.

Il suo difensore, l’avvocato Davide Ambrassa, aveva chiesto e ottenuto dal giudice una perizia psichiatrica. Quest'ultima ha confermato come l’assassino fosse "capace di intendere e di volere al momento del delitto".

Il processo di primo grado

In primo grado l'uomo fu condannato all'ergastolo, mentre in appello (entrambi con la formula del rito abbreviato) la pena fu ridotta a 30 anni di carcere.

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