Cronaca
A Bra

Tentò di avvelenare il marito con il topicida: pena ridotta in appello a 3 anni e 10 mesi

Un caso di tentato omicidio nel 2018 concluso con il patteggiamento per la 53enne Laura Davico: inizialmente era stata condannata ad 8 anni di reclusione.

Tentò di avvelenare il marito con il topicida: pena ridotta in appello a 3 anni e 10 mesi
Cronaca Bra e Roero, 18 Febbraio 2022 ore 09:47

Un caso di tentato omicidio avvenuto a Bra nel 2018. A processo era finita la 53enne Laura Davico che aveva cercato di avvelenare con il topicida il marito 59enne Domenico Dogliani, mentre l’uomo era ricoverato all’ospedale Santo Spirito di Bra. Inizialmente condannata ad 8 anni di carcere, ieri, giovedì 17 febbraio 2022, in appello ha patteggiato e la pena è stata ridotta a 3 anni e 10 mesi.

Pena ridotta a 3 anni e 10 mesi per Laura Davico

L'udienza di secondo grado in Corte d'Appello a Torino si è tenuta nel corso della giornata di ieri, giovedì 17 febbraio 2022, di fronte al collegio della prima sezione presieduto dal dottor Mario Amato. Il processo, che vedeva come imputata la 53enne Laura Davico, accusata di aver cercato di avvelenare il marito con il topicida nel 2018 a Bra, si è concluso con il patteggiamento concordato tra la difesa della donna, rappresentata dall’avvocato albese Roberto Ponzio, e il sostituto procuratore generale, dottor Alberto Benso.

Il patteggiamento, riconosciuta la prevalenza delle attenuanti sulle aggravanti contestate, permetterà alla donna di scontare la propria pena mediante misure alternative al carcere: la pena è stata ridotta dagli iniziali 8 anni di carcere a 3 anni e 10 mesi.

Tentò di avvelenare il marito con il topicida

La 53enne, come detto, era a processo per un caso di tentato omicidio avvenuto il 28 dicembre 2018: il marito, Domenico Dogliani, 59 anni, mentre era ricoverato all’ospedale Santo Spirito di Bra, sarebbe stato avvelenato dalla moglie Laura Davico con il topicida, somministrato in cibo e bevande. A mettere con le spalle al muro la Davico le intercettazioni ambientali con telecamere nascoste. A coordinare le indagini che avevano portato all'arresto, la Procura della Repubblica di Asti.

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