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Lutto in provincia

Operaio cuneese stroncato da infarto in fabbrica durante il Primo Maggio

Giovanni Bluotto si è spento all'età di 56 anni: aveva da poco iniziato il turno pomeridiano di lavoro quando è stato colto un malore improvviso.

Operaio cuneese stroncato da infarto in fabbrica durante il Primo Maggio
Cronaca Cuneo città, 03 Maggio 2021 ore 09:24

Aveva da poco iniziato il turno di lavoro quando è stato colto da un forte malore. E’ successo proprio durante il Primo Maggio, Festa dei Lavoratori, alla cartiera Piniroli di Roccavione. L’operaio cuneese Giovanni Bluotto si è spento all’età di 56 anni a causa di un infarto improvviso.

Colto da infarto in fabbrica durante il Primo Maggio

Era giunto in fabbrica per iniziare il turno di lavoro delle 13,30 di sabato 1 maggio 2021, giorno della Festa dei Lavoratori, quando Giovanni Bluotto, operaio cuneese della cartiera Piniroli di Roccavione, è stato colto da un forte malore che gli ha fatto perdere completamente i sensi. Subito i colleghi, vedendolo in difficoltà, sono accorsi per aiutarlo. La situazione, tuttavia, era più critica di quello che poteva sembrare: un infarto improvviso aveva colto l’operaio. I colleghi hanno cercato di salvargli la vita praticandogli un massaggio cardiaco, utilizzando poi il defibrillatore presente in azienda.

Successivamente è giunta in fabbrica anche l’équipe del 118, ma gli ultimi tentativi di rianimazione, purtroppo, sono stati vani. Giovanni Bluotto si è spento all’età di 56 anni: lascia la moglie Daniela, la figlia Sara, i fratelli Luciano e Bernardino.

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Chi era Giovanni Bluotto

Giovanni Bluotto, 56 anni, era originario di Valdieri e figlio dell’ex sindaco di Battista. Da tempo lavorava nella cartiera Piniroli di Roccavione, azienda dove purtroppo, nel giorno della Festa dei Lavoratori, è stato colto da un infarto improvviso. Per la sua ditta si era impegnato con tutto sé stesso partecipando attivamente nel 2012 alla settimana di lavoratori che salvarono l’azienda dopo il fallimento. Per tre anni, presidiarono lo stabilimento giorno e notte, impedendo che i macchinari andassero in rovina e che l’impresa subisse furti. Quindi si presentarono come cooperativa all’asta fallimentare e impegnarono i risparmi per acquisire impianti e attrezzature.