Cronaca
Ancora una morte bianca

Operaio cade da otto metri e muore dopo due giorni, aveva solo 32 anni

Il grave incidente sul lavoro era avvenuto lo scorso 30 agosto in provincia di Bergamo. La vittima risiedeva a Mondovì.

Operaio cade da otto metri e muore dopo due giorni, aveva solo 32 anni
Cronaca Mondovi, 02 Settembre 2022 ore 15:26

Morto l'operaio caduto da otto metri ad Averara, in provincia di Bergamo: aveva solo 32 anni. I sindacati denunciano poca sicurezza.

Operaio cade da otto metri e muore dopo due giorni

Nella giornata di ieri, giovedì 1 settembre 2022, è venuto a mancare Omar Ait Youssefil lavoratore 32enne che il 30 agosto scorso è caduto da un’altezza di otto metri, mentre installava delle reti paramassi su una parete rocciosa del comune di Averara, in provincia di Bergamo.

L’uomo, di origini marocchine, abitava a Mondovì, mentre l'azienda in cui era impiegato è del Trentino. L’incidente ha avuto luogo intorno alle 8.30, mentre l’operaio stava eseguendo delle lavorazioni.

Dopo l'incidente, è arrivato l’elisoccorso da Sondrio, che ha trasportato Youssef in gravi condizioni per un trauma cranico al Papa Giovanni di Bergamo. I carabinieri, insieme ai tecnici di Ats, hanno effettuato i dovuti accertamenti sul luogo dove era avvenuto il fatto. In ospedale è stato operato, ma le sue condizioni sono peggiorate e nella notte tra mercoledì e giovedì è purtroppo deceduto.

La denuncia dei Sindacati

«È da tempo che denunciamo come le cadute dall’alto siano la prima causa di infortunio grave o mortale nel settore dell’edilizia – hanno affermato Giuseppe Mancin della Feneal Uil, Simone Alloni della Filca Cisl e Luciana Fratus della Fillea Cgil di Bergamo -. Per questo, come sindacato, abbiamo voluto con forza un tavolo provinciale, dove le parti istituzionali, datoriali e sindacali si stanno adoperando per analizzare le situazioni critiche e individuare nuove procedure di lavoro che consentano di contrastare questo tipo di incidenti».

Le sigle affermano di essere in attesa degli accertamenti da parte degli organi preposti, affinché si chiariscano meglio l’esatta dinamica e le responsabilità sull’accaduto.
«Non si può certo parlare di tragica fatalità o di destino: se vengono utilizzati tutti i dispositivi di protezione, in questo caso l’imbragatura, queste tragedie non possono accadere. Proprio per questo vanno accertate fino in fondo tutte le responsabilità ad ogni livello».
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