Le indagini

Omicidio Nada Cella, parla l'ex insegnante di Boves: "Fatemi pure il Dna, non c'entro nulla"

Parla anche il marito di Annalucia Cerere: "Se è colpevole è giusto che vada in galera"

Omicidio Nada Cella, parla l'ex insegnante di Boves: "Fatemi pure il Dna, non c'entro nulla"
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"Io con quella storia non c’entro nulla".

E' laconica ed evidentemente seccata dal clamore mediatico scoppiato negli ultimi giorni sul suo nome Annalucia Cecere, ex insegnante di Boves, la donna indagata per l'omicidio di Nada Cella 25 anni dopo i fatti del 1996.

Ex insegnante

Come raccontato da Prima Il Levante, Annalucia Cerere, la donna, ex insegnante, che oggi vive a Mellana, in provincia di Cuneo, ha rilasciato al Corriere alcuni brevi dichiarazioni.

"Fatemi pure il Dna, fate gli accertamenti che volete, non ho nulla a che vedere con quella ragazza. Non ho niente da nascondere".

La 53enne è indagata dalla Procura di Genova per la morte di Nada Cella, segretaria uccisa il 6 maggio 1996 a Chiavari nello studio dove lavorava.

Una vecchia conoscenza di Marco Soracco, anch'egli indagato nella vicenda, per stessa ammissione del commercialista, che forse per quel garbato e introverso professionista di via Marsala aveva avuto anche un debole, al punto da proporsi per sostituire Cella nell'incarico di segretaria dello studio.

"Non era qualificata per quel ruolo" ha dichiarato ieri Soracco, ammettendo dunque implicitamente che la conoscenza tanto superficiale non era stata, al punto che la donna si era offerta personalmente per quel posto e che, quando una telefonata anonima aveva accusato una certa Anna dell'omicidio di Nada, il pensiero era corso a lei.

"Se è colpevole vada in galera"

Cecere oggi si dice estranea a quei fatti, e così conferma il marito, che tuttavia afferma:

"Sono il primo a dire che se è colpevole è giusto che vada in galera. Ma lei non ha fatto nulla".

A Chiavari pochi sembrano ricordarla: il marito smentisce che la donna fu licenziata dalla scuola per motivi disciplinari, "fu lei a licenziarsi, nel pubblico non ti possono mandare via", afferma. Ma intanto le indagini continuano, e fra 90 giorni l'esito del Dna scriverà una nuova pagina di questo caso che, dopo 25 anni, tiene ancora una città con il fiato sospeso.

La Scientifica analizzerà lo scooter della Cecere

Sul caso, riaperto 25 anni più tardi dalla criminologa Antonella Pesce della Procura di Genova, la scorsa estate era stato disposto il sequestro dello scooter utilizzato dalla Cecere, lo stesso motorino usato la mattina del delitto del 6 maggio 1996. La sospettata lo aveva portato da Chiavari a Boves e custodito in un box. Al momento si trova presso un autosoccorso di Cuneo, dove si attende l’arrivo della Scientifica per l’esame con il luminol e le altre analisi tecniche.

Le indagini

Secondo gli investigatori della squadra mobile, coordinati dal procuratore capo facente funzioni Francesco Pinto e dal sostituto Gabriella Dotto, la 53enne, ex maestra di Boves, era invaghita di Soracco ma lui era innamorato della sua segretaria. L'uomo, quella mattina, potrebbe avere visto la presunta assassina uscire dall'ufficio ma l'avrebbe coperta in tutti questi anni.

Nada Cella aveva 25 anni e venne uccisa la mattina del 6 maggio del 1996 in un appartamento di via Marsala a Chiavari. La giovane donna venne colpita alla testa con un oggetto pesante che non è stato mai ritrovato. Annalucia Cecere, dopo l'omicidio ha lasciato Chiavari per trasferirsi nel Cuneese, a Mellana di Boves, dove abita tutt’ora.

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