‘Ndrangheta a Cuneo: 15 arresti tra Piemonte e Calabria

Operazione Carminius: impegnati quattrocento finanzieri e trenta carabinieri.

‘Ndrangheta a Cuneo: 15 arresti tra Piemonte e Calabria
Cuneo città, 19 Marzo 2019 ore 15:58

Le ordinanze di custodia cautelare sono state 17 più una a carico di una persona già detenuta ma all’estero.

‘Ndrangheta, maxi operazione tra  Piemonte  e Calabria

E’ in corso dalle prime ore di questa mattina una vasta operazione del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Torino, del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata di Roma e del Ros dei Carabinieri nei confronti di un sodalizio di matrice ‘ndranghetista radicato sul territorio piemontese. L’operazione è stata denominata “Carminius“.

Le indagini “Carminius”

Da quel che si apprende, le indagini sono estese alla provincia di Torino e a quella di Vibo Valentia, e vedono impegnati circa quattrocento militari della Guardia di Finanza e trenta carabinieri.

Secondo gli investigatori c’era una “gestione non bellicosa tra mafia e ‘ndrangheta”, quest’ultima storicamente ben radicata a Torino, mentre la prima gestirebbe alcuni esercizi commerciali tra la zona sud della provincia e il Cuneese. Un patto di non aggressione che riguardava il traffico di droga e le estorsioni. È quanto emerso nel corso dell’indagine “Carminius”, come è stato ribattezzato il blitz, condotta dal Gico della Guardia di finanza e dai carabinieri del Ros, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo piemontese.

I dettagli

L’attività investigativa è partita nel  2012 dai Ros e nel 2015 dalla Finanza. Quattordici uomini sono finiti in carcere all’alba di questa mattina, martedì 19 marzo, undici di loro sono accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso e sono considerati legati alla cosca Bonavota di Sant’Onofrio. 

In totale sono stati sequestrati immobilisocietàconti e cassette di sicurezza per circa 45 milioni di euro. Uno dei rami più importanti era la gestione delle videoslot e delle videolottery nei bar. Proprio per difendere questo settore sarebbero stati commessi alcuni attentati incendiari contro due assessori del Comune di Carmagnola, nel torinese.

In particolare, sono 15 le persone finite in carcere nel corso dell’operazione “Carminius”, più due indagati per concorso esterno, quattordici di loro sono indagate per associazione a delinquere di stampa mafioso finalizzata alla produzione e al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, emissione di fatture per operazioni inesistenti e truffa.

I nomi delle persone coinvolte nell’operazione “Carminius”

  1. Salvatore Arone
  2. Francesco Arone
  3. Raffaele Arone
  4. Antonio Arone
  5. Francesco Santaguida
  6. Antonino Defina
  7. Nicola Defina
  8. Basilio Defina
  9. Rocco Costa
  10. Domenico Cugliari (alias “Micu i Mela”)
  11. Antonio Pilutzu
  12. Gianmaria Gallarato
  13. Francesco Mandaradoni
  14. Francesco Pugliese
  15. Antonino Buono
  16. Nazzareno Fratea

Non dobbiamo abbassare la guardia

Il procuratore vicario di Torino, Paolo Borgna, esprime “soddisfazione per la collaborazione dell’amministrazione comunale di Carmagnola”, ma si augura un maggiore aiuto “da parte degli operatori economici della zona”. Secondo Borgna l’infiltrazione mafiosa in quella zona non è ancora una metastasi, ma “una febbricola permanente che si è insinuata nel tessuto della società civile”. “Questa nostra azione – dichiara il generale di brigata Alessandro Barbera, comandante del Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata (Scico) della Guardia di finanza – è una dose massiccia di aspirina per abbassare la temperatura, ma non dobbiamo abbassare la guardia”.

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