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Mummia di Borgo San Dalmazzo, arriva il processo d’Appello a Torino

Il caso venne alla luce nel 2013 sconvolgendo il paese ma la morte risale al 1996.

Mummia di Borgo San Dalmazzo, arriva il processo d’Appello a Torino
Cronaca Cuneo città, 29 Ottobre 2019 ore 10:10

Avevano un cadavere mummificato in casa pensando dovesse “risorgere”.

Riprende il processo

La morte avvenne nel 1996 ma il caso fu scoperto nel 2013.  Domani in Corte d’Appello a Torino riprende il processo e si ritroveranno in aula Aldo e Alfio Pepino (padre e figlio, 81 e 42 anni), ed Elda Allinio (47 anni), familiari di Graziella Giraudo, la «santona» di Borgo San Dalmazzo (Cuneo), trovata mummificata la notte del 27 ottobre 2013. Il cadavere venne rinvenuto nell’abitazione condivisa con Rosa Giraudo il giorno dopo i funerali di quest’ultima.

Nascosto in uno sgabuzzino

Era ormai un fatto consolidato che l’assenza della santona fosse dovuto a un viaggio che aveva intrapreso, senza fare ritorno. Cosa che non avrebbe potuto avvenire visto che la “scomparsa” era invece in uno sgabuzzino nella casa di Borgo San Dalmazzo. Ben occultata e in stato di mummificazione. L’autopsia confermò la morte naturale della donna e anche la mummificazione, non erano intervenuti fattori chimici esterni.

Il segreto fu mantenuto per 17 anni

Nel marzo 2015 per far luce su un mistero durato 17 anni si arrivò a processo  con queste sentenze: due patteggiamenti, tre condanne (con sospensione condizionale della pena) e tre assoluzioni, oltre  aotto rinviiv a giudizio. Accusati di occultamento di cadavere l’ex marito Aldo Pepino, il figlio Alfio, la figlia Dianora, il genero Valerio Allinio e sua sorella, Elda Allinio. I coniugi Dianora e Valerio che vivevano vicini  Graziella e Rosa avevano patteggiato un anno di reclusione. Per gli altri tre famigliari  il giudice dimezzò la pena, derubricando poi l’accusa per Elda Allinio (a favoreggiamento di occultamento di cadavere), condannata  a 4 mesi. Assolti con formula piena gli altri tre imputati per favoreggiamento e che insieme ai familiari della «santona» facevano parte di un gruppo di preghiera coordinato da Rosa e Graziella, convinti che quest’ultima avesse il potere di tornare in vita. Domani processo d’appello. I difensori di  Elda Allinio e Aldo e Alfio Pepino chiederanno l’assoluzione piena.

 

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