Operazione "Casse macellate"

Imprenditore di Alba nel settore della carne arrestato per bancarotta fraudolenta milionaria

Intervento delle Fiamme Gialle di Bra: l'indagato aveva depauperato il patrimonio finanziario della società fallita, tutto a danno dei creditori.

Imprenditore di Alba nel settore della carne arrestato per bancarotta fraudolenta milionaria
Cronaca Alba e Langhe, 01 Luglio 2021 ore 08:36

Nel corso della mattinata di oggi, giovedì 1° luglio 2021, un imprenditore di Alba, impegnato nella lavorazione, macellazione e commercio di carne, è stato arrestato per bancarotta fraudolenta milionaria da parte delle Fiamme Gialle di Cuneo.

Arrestato per bancarotta fraudolenta milionaria

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Cuneo, nella mattinata odierna, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, applicativa degli arresti domiciliari, emessa dal Gip di Asti, nei confronti di un imprenditore albese da anni impiegato nella lavorazione, macellazione e commercio di carni.

In particolare, dopo aver analizzato la relazione fallimentare presentata dal curatore nell’ambito del procedimento civile innescato dalla dichiarazione di fallimento, a sua volta pronunciata dal Tribunale di Asti, la locale Procura della Repubblica, intravedendo una serie di anomalie gestionali non necessariamente ascrivibili ad un ciclo economico negativo, ha dato incarico al Gruppo di Bra di analizzare la documentazione contabile e bancaria ancora presente, per accertare eventuali responsabilità di tipo penale.

Aveva svuotato le casse della sua società fallita

Sulla scorta di tali premesse, gli investigatori hanno identificato una serie di operazioni illecite, per mezzo delle quali, utilizzando sofisticazioni contabili, l’indagato ha depauperato il patrimonio finanziario della società fallita, a tutto danno dei creditori rimasti insoddisfatti, e, per altro verso, ha alterato quelle poste economico-patrimoniali che avrebbero fatto emergere nitidamente il dissesto in cui la società versava già dal 2015.

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L’uso di tale schema fraudolento, come certificato dalle indagini eseguite, ha consentito di giustificare una serie di prelievi tutt’altro che coerenti con il ciclo dell’impresa, per un ammontare totale di circa 600 mila euro, pregiudicando anche l’interesse erariale, poiché il contribuente, strutturato in forma di società di capitali, ha mancato di osservare gli adempimenti fiscali connessi al versamento delle imposte dovute. Oltre due milioni di euro i debiti commerciali e tributari non onorati.