Cronaca
Le sue parole

Il gioielliere Roggero alla Zanzara: "La rabbia era talmente alta che non sono riuscito a fare diversamente"

Il gioielliere è accusato di omicidio doloso plurimo, tentato omicidio e porto illegale di arma comune da sparo.

Il gioielliere Roggero alla Zanzara: "La rabbia era talmente alta che non sono riuscito a fare diversamente"
Cronaca Alba e Langhe, 06 Ottobre 2021 ore 10:01

Sulla tentata rapina in gioielleria di Grinzane Cavour è arrivato l'esito delle indagini della Procura: il gioielliere Mario Roggero ha scaricato l'intero caricatore contro i tre rapinatori disarmati all'esterno della sua attività commerciale. Per questo motivo è stato accusato di omicidio doloso plurimo, tentato omicidio e porto illegale di arma comune da sparo.

Un provvedimento forte e ineccepibile sul quale lo stesso Roggero ha deciso di esprimersi ai microfoni della trasmissione radiofonica La Zanzara:

"È ovvio che col senno di poi non avrei dovuto farlo, ma quando hai la rabbia che bolle a mille non riesci a essere razionale".

Parla il gioielliere Roggero ai microfoni de La Zanzara

A poche ore di distanza dall'esito delle indagini sui fatti di Grinzane Cavour avvenuti lo scorso 28 aprile 2021, quando sono morti i rapinatori Andrea Spinelli, 45 anni di Bra, e Giuseppe Mazzarino, 58enne di Torino, ed è rimasto ferito Alessandro Modica, 34enne di Alba, terzo malvivente sopravvissuto, è intervenuto pubblicamente il diretto interessato della vicenda.

Interpellato dai microfoni de La Zanzara, trasmissione radiofonica in onda su Radio 24 e condotta da Giuseppe Cruciani, il gioielliere Mario Roggero ha espresso il suo punto di vista su quanto accaduto.

"Non ho paura di finire in prigione. Sono pentito di ciò che è accaduto, ma non mi sento un assassino. È ovvio che col senno di poi non avrei dovuto farlo, ma quando hai la rabbia che bolle a mille non riesci a essere razionale. Non volevo che andassero via, ho rincorso il terzo perché volevo fosse consegnato alla giustizia: volevo bloccarli. Se è tutta la vita che rapini, fai estorsioni, pestaggi su commissione, centinaia di migliaia di euro di assegni a vuoto… eticamente non è il modo di comportarsi in una società civile. Abbiamo perso delle persone che creavano solo danni? Secondo me sì".

"Non erano disarmati"

Stando a quanto emerso dal comunicato del Procuratore Vincenzo Paone, Mario Roggero, dopo la conclusione della rapina, aveva inseguito all’esterno dell’esercizio i tre rapinatori che, già usciti dalla gioielleria con la refurtiva, si erano dati alla fuga e da distanza ravvicinata aveva sparato contro gli stessi, disarmati, scaricando l’intero caricatore, con la volontà di cagionarne la morte.

"Non avevano una pistola giocattolo. Questo è un errore del pubblico ministero. Non erano disarmati, non si è vaporizzata la loro pistola".

Il luogo della sparatoria

Sulla dinamica dei fatti, poi, il gioielliere puntualizza così:

"La macchina era davanti, non li ho rincorsi: il mio obiettivo era fermarli. Nel caricatore c’erano quattro colpi di cui uno era nel deflettore, quindi erano tre colpi e sono andati tutti a segno".

"Ho due pistole regolarmente denunciate"

Dalle indagini è inoltre emerso che il gioielliere è privo di porto d’armi e quindi il fatto di aver portato l’arma, legittimamente detenuta nella gioielleria, all’esterno della stessa, comporta anche l’accusa di porto abusivo d’armi. Roggero, tuttavia, contesta l'accusa:

"Ho due pistole regolarmente denunciate, solo che secondo la legge posso uscire dal negozio se ho il porto di pistola e non con il porto d’armi: immagina l’idiozia, con il porto d’armi non posso oltrepassare la soglia del negozio".

"La rabbia era tanta: non sono riuscito a fare diversamente"

Interpellato da Cruciani, Roggero ha infine raccontato la sua dinamica dei fatti:

"Ho avuto una colluttazione bestiale con questo, porco giuda. Poi mi ha guardato in faccia e ha detto ‘non ammazzarmi, non ammazzarmi’, io gli ho detto ‘vai’. Non mi ero nemmeno accorto che avesse un proiettile nella gamba. In quel momento, dopo i pugni in faccia a mia moglie e la colluttazione con me, la rabbia era talmente alta che non sono riuscito a fare diversamente. Era la seconda volta".

I rapinatori uccisi

"Una vicenda che ha segnato la mia famiglia"

Mario Roggero conclude poi la sua intervista a La Zanzara parlando di come questa tragica vicenda abbia lasciato un solco profondo nella sua famiglia:

"La seconda delle mie figlie non viene più con me in negozio e ha quarant’anni. Ha bisogno di lavorare, ma ha paura. La più grande ha bisticciato con il marito per questo e viene solo per senso del dovere".

Giorgia Meloni: "Difesa sempre legittima. Solidarietà a Roggero"

Tramite il suo profilo Facebook ufficiale, la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, ha espresso la sua solidarietà al gioielliere Mario Roggero:

"Non smetterò mai di ripeterlo: la difesa è sempre legittima. La mia solidarietà e quella di tutta Fratelli d'Italia a Mario Roggero".