“Il cellulare può provocare tumori al cervello”, la sentenza del Tribunale di Torino

Il caso dell'ex dipendente Telecom è destinato a fare giurisprudenza.

“Il cellulare può provocare tumori al cervello”, la sentenza del Tribunale di Torino
Cuneo città, 15 Gennaio 2020 ore 11:51

“Il cellulare può provocare tumori al cervello”: l’uso prolungato del telefonino può causare tumori alla testa. A stabilirlo è la Corte d’Appello di Torino che conferma la sentenza del Tribunale di Ivrea. Lo riportano i colleghi de Il Canavese.

Cellulari e tumori alla testa

L’uso prolungato del telefono cellulare può causare tumori alla testa: per i giudici c’è un nesso con l’utilizzo frequente del telefono. Lo sostiene la Corte d’Appello di Torino che ha confermato la sentenza di primo grado del Tribunale di Ivrea, emessa nel 2017, sul caso sollevato da Roberto Romeo, dipendente Telecom Italia colpito da neurinoma del nervo acustico (benigno ma invalidante) che utilizzava il cellulare, anche 4 o 5 ore al giorno. Una sentenza storica, la prima al mondo a confermare il nesso causa-effetto tra il tumore e l’uso del cellulare e destinato a fare giurisprudenza.

Gli studi medici

Il pronunciamento riapre il dibattito sulle neoplasie legato all’uso del cellulare, ma l’estate scorsa un rapporto curato da Istituto Superiore di Sanità, Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa Piemonte), Agenzia nazionale per le nuove tecnologie (Enea) e Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente (IREA) non ha dato conferme all’aumento di neoplasie legato all’uso del cellulare. La sentenza condanna l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail) a corrispondere una rendita vitalizia da malattia professionale al dipendente di Telecom Italia che per 15 anni ha passato, come richiesto dalle sue mansioni, 4-5 ore al cellulare. Eppure è una questione che interessa la salute dei cittadini ma manca informazione.

La sentenza

Nella sentenza del Tribunale i giudici scrivono che i campi elettromagnetici ad alta frequenza siano cancerogeni possibili per l’uomo. Scartati gli studi presentati redatti dalle aziende produttrici di cellulari in quanto “non particolarmente attendibili vista la posizione di conflitto di interessi”

La battaglia di Romeo

Ora Roberto Romeo è impegnato in una campagna di sensibilizzazione sull’uso del cellulare e sostiene una maggiore informazione da parte dei media e dello Stato, promuovendo, fra le altre cose, l’avviso “Nuoce gravemente alla salute” sulle scatole dei telefonini, proprio come su quelle delle sigarette.

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