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Fiamme Gialle

Evasione milionaria in provincia di Cuneo ad opera delle "badanti sbadate"

Nel monregalese ben 170 collaboratrici familiari e domestiche, sia italiane che straniere, sono state incastrate per non aver presentato la dichiarazione dei redditi.

Evasione milionaria in provincia di Cuneo ad opera delle "badanti sbadate"
Cronaca Mondovi, 19 Maggio 2021 ore 09:18

Un'evasione milionaria sgominata in provincia di Cuneo ad opera delle "badanti sbadate": ben 170 collaboratrici familiari e domestiche, sia italiane, sia straniere, hanno completamente "dimenticato" di presentare la dichiarazione dei redditi quando quest'ultimi superavano gli 8mila euro, soglia per la quale scatta automaticamente l'obbligo.

La banda delle "badanti sbadate"

Anche in questi mesi di emergenza epidemiologica, ha proseguito in maniera incessante l’attività delle Fiamme Gialle della Granda volta alla repressione dei maggiori fenomeni di illegalità economico-finanziaria.

In questo caso, i finanzieri della Compagnia di Mondovì hanno individuato 170 collaboratrici familiari e/o domestiche, sia italiane che straniere, che avevano "dimenticato" totalmente di presentare la dichiarazione dei redditi. La complessa operazione nel settore della Tutela delle Entrate dello Stato, portata a compimento dai militari monregalesi, ha permesso, infatti, di individuare una notevole "sacca di evasione", basata sul un rilevate volume di redditi non dichiarati e la conseguenziale evasione d’imposta.

Sfruttando l’attività di intelligence sul territorio di competenza e il ricco patrimonio informativo a disposizione dei militari, basato anche su database sempre più performanti, è stato possibile intercettare un numero cospicuo di “badanti” che, pur essendo state regolarmente inquadrate dal punto di vista lavorativo, non hanno poi "sbadatamente" provveduto a dichiarare i redditi quando questi superavano gli 8mila euro, soglia per la quale scatta tale obbligo.

Sottratti ben 5 milioni di euro

Sono stati così sottratti a tassazione, nelle varie annualità sottoposte a controllo, ben 5 milioni di euro corrispondenti ad un’imposta evasa che supera il milione di euro. Questa tipologia di attività ispettiva della Guardia di Finanza si inserisce nel più ampio spettro della Tutela delle Entrate dello Stato che, soprattutto in questo momento storico, a sua volta, deve far fronte ad uscite straordinarie ed inedite per contrastare la crisi conseguente alla pandemia in atto.

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Il settore, peraltro, risulta particolarmente sensibile considerando le difficoltà che hanno coinvolto le Rsa a causa del Covid-19 e che hanno indotto una vasta schiera di anziani, pertanto appartenenti una fascia di popolazione particolarmente debole e colpita, al ricorso dell’assistenza domestica.