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Coronvirus in Piemonte, il presidente Cirio: “Chiudere per davvero”

"Il Governo ci aveva dato come obiettivo di aumentare dei 50%, i posti in terapia intensiva, noi siamo quasi all'80%".

Coronvirus in Piemonte, il presidente Cirio: “Chiudere per davvero”
Cuneo città, 24 Marzo 2020 ore 10:06

Il presidente Cirio, nel tardo pomeriggio di ieri, ha ribadito che “dobbiamo chiudere davvero, non per finta.” Leggendo l’ultimo decreto del Governo Cirio ha espresso il timore che tante realtà possano ancora restare aperte. “Sin dall’inizio abbiamo adottato la linea del rigore, perché solo restando a casa si sconfigge il virus, e invece temo che ci siano ancora troppe eccezioni”.

Presidente Cirio: “Chiudere per davvero”

“In queste ore stiamo verificando l’attuazione pratica del decreto di domenica sulle aziende. Capisco che bisogna rallentare ma non spegnere il cuore economico del Paese, ma occorre capirne l’effettiva portata del decreto. Ho il timore che il combinato disposto tra codici Ateco e filiere permetterà a tante aziende di continuare ad essere operative, mentre occorre evitare forme di assembramento per centinaia di lavoratori”.

Riguardo alle differenze tra ordinanza di sabato e decreto di domenica, il presidente ha sostenuto che “la nostra ordinanza ci mette nelle condizioni di chiudere tutto ciò che possiamo e, laddove si discosta dal decreto del Governo, riteniamo abbia comunque valore perché più restrittiva”. Un esempio riguarda la chiusura degli studi professionali, prevista dall’ordinanza regionale e non dal dpcm:

“Abbiamo trasmesso al ministero dell’Interno il parere del nostro ufficio legale, secondo cui ha appunto valore la nostra ordinanza perché più restrittiva. I nostri uffici dicono che ci sarebbero problemi se allargassimo le maglie, ma noi le stringiamo. Lo stesso ha fatto la Regione Lombardia. Attendiamo che ci rispondano se è in vigore una o l’altra”.

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Rallentamento dei casi

L’assessore alla Sanità, Luigi Icardi, ha rilevato:

“Siamo si fronte ad un rallentamento progressivo del numero dei casi che fa ben sperare. All’inizio dell’emergenza il raddoppio dei contagi era a 2,2 giorni, oggi siamo a 5,1 giorni. Se i dati proseguiranno in questo senso inizieremo a vedere la luce. L’importante è, per quanto difficile e noioso, rimanere a casa e limitare ogni genere di interazione sociale”.

La sfida della terapia intensiva

“La vera sfida, quella che salva le vite umane, è creare posti di terapia intensiva. Dall’inizio dell’emergenza il Piemonte è passato da 287 a 490 posti, siamo una delle prime tre Regioni d’Italia ed è un risultato che rivendichiamo con forza”: è quanto ha affermato il presidente Alberto Cirio. “Il Governo – ha ricordato – ci aveva dato come obiettivo di aumentarli dei 50%, noi siamo quasi all’80%. Garantiamo così il ricovero in terapia intensiva alle persone che hanno bisogno di queste cure per altre patologie”.

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