Cronaca
Infortunio mortale sul lavoro

Colpito da un macchinario in una stalla: muore bracciante agricolo 30enne

E' successo domenica nella frazione di San Firmino: lascia la moglie e due figli.

Colpito da un macchinario in una stalla: muore bracciante agricolo 30enne
Cronaca Montagna e valli, 11 Luglio 2022 ore 16:01

Infortunio mortale in una stalla di Revello: muore bracciante agricolo 30enne. E' successo nella giornata di domenica 10 luglio 2022 alla frazione San Firmino.

Colpito da un macchinario in una stalla: muore bracciante agricolo 30enne

Ha perso la vita colpito alla testa da un macchinario all'interno della stalla in cui stava lavorando. La vittima del tragico incidente sul lavoro avvenuto nella giornata di domenica nelle campagne di Revello, è Dembele Moussa, bracciante agricolo 30enne, originario del Mali. L'infortunio mortale si è verificato in un'azienda agricola alla frazione San Firmino di Revello.

A nulla è valso il tempestivo intervento da parte dei medici del 118. Il 30enne, che lascia la moglie e due figli, è deceduto sul colpo. Sul caso stanno indagando i carabinieri e i tecnici dello Spresal dell'Asl.

Cgil/Flai Cuneo: “La strage continua”

"Era un ragazzo del Mali, aveva 30 anni, una moglie e due figli, è morto ieri, domenica 10 luglio 2022, in un'azienda agricola di Revello. Un incidente sul lavoro. La strage continua, nel 2021 i morti sul lavoro nel nostra provincia sono stati 31 (dati INAIL), un dato impressionante. Esiste un “problema Cuneo”.

E' quanto dichiarano in una nota le segreterie Flai e Cgil di Cuneo, che continuano:

"Vanno rafforzati gli organi di controllo, tanto più in un sistema come quello cuneese fatto di piccole e medie imprese, dove nel settore agricolo emergono ancora irregolarità.

Una strage nella nostra provincia che non si arresta e cresce, nonostante gli appelli, le buone intenzioni, le manifestazioni e le proteste delle lavoratrici e dei lavoratori, le richiesta avanzate ai governi, a tutti, da anni, affinché si affrontino i nodi cruciali del sistema lavoro in Italia, la precarietà e la mancanza di regole, il buco nero del lavoro non dichiarato, lo sfruttamento.

Non è più accettabile che si muoia come si moriva 50 anni fa, la sicurezza non può più essere considerata un costo, ma un investimento. La CGIL e la Flai CGIL non sono più disponibili ad accettare questa situazione drammatica. Ai familiari della vittima esprimiamo tutta la nostra vicinanza e il nostro cordoglio".

(Foto di copertina: immagine di archivio)

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