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CUNEO E PROVINCIA

Sabato 1 ottobre verrà inaugurato a Priero il monumento a Julian Assange: “Una vita sospesa per la verità”

Al termine dell’inaugurazione ci sarà un rinfresco nella sala dell’ex confraternita Santa Croce.

Sabato 1 ottobre verrà inaugurato a Priero il monumento a Julian Assange: “Una vita sospesa per la verità”
Attualità Montagna e valli, 12 Settembre 2022 ore 12:55

Decisamente all’avanguardia, il piccolo comune di Priero intende onorare in maniera insolita Julian Assange, il giornalista investigativo australiano ora incarcerato nel Regno Unito per aver rivelato i crimini di guerra statunitensi e britannici in Iraq e in Afghanistan.

L'inaugurazione del monumento

Sabato 1 ottobre, alle 16,45, il sindaco Alessandro Ingaria inaugurerà un monumento - eretto sulla rotatoria della strada provinciale 55 che porta a Priero - che rappresenta Assange in maniera enigmatica ma affascinante. Presenzieranno alla cerimonia Stefania Maurizi, acclamata giornalista investigativa italiana, Renzo David di Amnesty International Cuneo, Alessia Pesando, attivista con il collettivo “Free Assange Italia” e Maurizio Cont e Gianmarco Serra, i due artisti che hanno realizzato la stele di ferro e plexiglass alto sette metri che simboleggia “una vita sospesa per la verità”.

La musica

Una esoterica musica accompagnerà la cerimonia, suonata da una orchestrina composta da cinque armoniche, tre xilofoni, quattro tamburi e otto scuotitori a campana  - l’ensemble provvisoria “Le malefatte dell’albero”, sotto la direzione del maestro Lorenzo Lustri. Una cerimonia insolita, insomma, come insolita è la vita del giornalista australiano. Ne parla nel dettaglio il comitato Free Assange:

“Nel 2006, Assange ha infatti lanciato una novità assoluta nel campo della disseminazione delle informazioni: un sito inattaccabile dove chiunque poteva denunciare, mantenendo l’anonimato più assoluto, gli illeciti di cui viene a conoscenza - nella pubblica amministrazione, negli affari, nelle operazioni militari e via discorrendo. Quante rivelazioni sensazionali sono state fornite da Assange ai giornali più blasonati del mondo! Gli stessi che ora rifiutano di difenderlo dalla persecuzione giudiziaria portata avanti, come vendetta, dagli Stati Uniti e dal Regno Unito. Da dieci anni, infatti, Assange vive, prima da uomo braccato, poi da confinato, ora da incarcerato in una severa prigione londinese costruita per punire i peggiori terroristi e i più pericolosi narcotrafficanti. Tutto questo per aver difeso il nostro diritto di sapere quello che fanno realmente i nostri governanti in nostro nome, in particolare gli illeciti che coprono con il Segreto di Stato per restare impuniti”.

Il tributo

Il tributo che verrà reso a Julian Assange il primo ottobre a Priero può sembrare poca cosa per contrastare l’enorme ingiustizia che egli sta subendo.

“In realtà, conta” afferma l’attivista Pesando. E spiega perché: “Gesti come il nostro, messi insieme alle migliaia di altri tributi a Julian in tutto il mondo, potranno creare un tsunami di opinione pubblica capace di convincere i poteri forti angloamericani di desistere dalla loro persecuzione. C’è dunque speranza. Anzi, proprio perché vogliamo essere ottimisti, la cerimonia del primo ottobre, come lo stesso monumento che inaugureremo, sarà colorita e fantasiosa”. “Ormai la cultura più innovativa nasce nelle province”, afferma il sindaco di Priero, Ingaria, in un video da lui postato su Internet: “Mentre nelle grandi città tutto è diventato commerciale, noi in provincia continuiamo ad utilizzare l’immaginazione per scuotere il potere”. L’originalissimo monumento ad Assange e l’orchestrina “Le malefatte dell’albero” sicuramente gli daranno ragione.

Il rinfresco

Al termine dell’inaugurazione ci sarà un rinfresco nella sala dell’ex confraternita Santa Croce (che si trova nelle immediate vicinanze). Poi la sera a Cuneo, alle ore 21, Patrizia Barello, responsabile dell’antenna cuneese di Amnesty International, presiederà una conferenza sul fondatore di WikiLeaks, dal titolo “L’incriminazione di Assange e l’attacco alla libertà di stampa”. Relatori saranno Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, oltre ai già menzionati Alessandro Ingaria, Stefania Maurizi, Maurizio Cont e Gianmarco Serra. L’evento avrà luogo in largo Barale 1, presso l’Istituto Storico della Resistenza.

Chi vorrà contribuire alle spese dei due eventi può partecipare a questo crowdfunding.

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