CUNEO E PROVINCIA

Ponte storico sul torrente Gesso, al termine i lavori di consolidamento e restauro

L’intervento è stato realizzato dalla Provincia. Sopralluogo riservato alla stampa a Borgo San Giuseppe venerdì 1 settembre

Ponte storico sul torrente Gesso, al termine i lavori di consolidamento e restauro
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Entro fine settembre saranno completati anche negli ultimi dettagli i lavori di consolidamento strutturale del ponte storico in muratura sul torrente Gesso lungo la strada provinciale 422 a Cuneo in zona Borgo San Giuseppe.

Il primo lotto di lavori

Il primo lotto di lavori era stato completato nel 2022 con la sistemazione idraulica e le opere di protezione antierosiva delle fondazioni dei due ponti stradali, costato 1,4 milioni di euro. Questo secondo lotto, dal costo totale di circa 900 mila di euro ha riguardato direttamente il ponte storico con il consolidamento della parte in elevazione del manufatto, oltre al miglioramento strutturale sotto l’aspetto sismico.

Venerdì mattina 1 settembre il presidente della Provincia Luca Robaldo ha guidato un sopralluogo sul cantiere a cui hanno partecipato anche gli organi di informazione. Con lui il consigliere comunale e provinciale Vincenzo Pellegrino, oltre al vicesindaco di Cuneo Luca Serale con l’ex assessore Guido Lerda, la consigliera Santina Isoardi e il consigliere comunale e dipendente della Provincia Claudio Bongiovanni. Erano presenti i progettisti dello Studio Jurina e Radaelli di Milano, i rappresentanti dell’impresa appaltatrice, la Cores4N di Vengono Superiore (Varese) e i tecnici della Soprintendenza Beni Architettonici di Torino e Alessandria.

“Con la visita di oggi possiamo apprezzare i lavori di ristrutturazione avviati dal mio predecessore Federico Borgna e giunti ora alla fase conclusiva – ha detto il presidente della Provincia Robaldo -, ma possiamo anche vedere un’opera di grande significato architettonico e storico. Questo incontro riservato alla stampa, inserito in percorso di comunicazione costante, conferma che la Provincia è viva e che, nonostante le difficoltà di questi ultimi anni, è impegnata nei propri ambiti di competenza”.

Il ponte sul Gesso è entrato a far parte del patrrimonio della Provincia nel 2001, dopo la cessione da parte di Anas dell’allora strada statale 22. Il ponte di valle risale a metà Ottocento (1853-1856) e nel secolo scorso (1996) è stato adeguato all’aumentato del flusso veicolare con l’affiancamento sul lato settentrionale da una analoga struttura realizzata in calcestruzzo armato, con basamento comune e profilo indipendente, che ripropone sostanzialmente la geometria del ponte di antico impianto. La struttura ottocentesca, tutta in mattoni e con parte delle pile rinforzate da blocchi in pietra, si compone di tre campate ad arco in muratura, ciascuna con una luce netta di 24 metri, per una lunghezza complessiva di circa 86 metri. L’impalcato è costituito da una piattaforma stradale di 7,70 metri di larghezza, utilizzata in doppia corsia a senso unico di marcia, affiancata da due marciapiedi in calcestruzzo realizzati in epoca recente per il posizionamento di nuove barriere stradali di sicurezza e dei parapetti (in sostituzione di quelli originali in ghisa.

Dove sono collocate le due pile centrali

Le due pile centrali sono collocate in alveo, mentre le due spalle laterali si appoggiano sugli argini del torrente e presentano dimensioni ragguardevoli. I muri di fiancata presentano nelle zone di timpano medaglioni in pietra con al centro teste leonine in metallo. Il ponte ottocentesco è sottoposto a tutela della Soprintendenza ai beni architettonici.

Pur essendo in buono stato di conservazione, dai sopralluoghi effettuati è emersa una vulnerabilità per carichi orizzontali sismici, oltre ad alcuni fenomeni esterni di distacco del laterizio anche a causa di un poco efficace sistema di smaltimento delle acque nonché ad infiltrazioni dal manto stradale, soprattutto lato valle, verso Borgo Gesso. L’intervento di consolidamento del ponte ha riguardato quindi soprattutto la tenuta sismica delle tre arcate mediante la posa di quattro “centine calandrate” in acciaio corten, per ciascuna arcata. Per aumentare la resistenza del manufatto è stato realizzato un collegamento tra le murature verticali di testa lato valle con quelle lato monte del ponte, mediante cinque barre (diatoni), disposte per ciascun arco in direzione trasversale rispetto all’asse del ponte.

A livello di superfice gli interventi di restauro eseguiti per il ripristino delle murature in mattoni pieni si sono ricondotti ai metodi tradizionali di consolidamento strutturale. Nello specifico è stata applicata la tecnica dello “scuci-cuci” andando a ripristinare le lacune presenti con nuovi mattoni compatibili e l’aggiunta di barre orizzontali in acciaio di piccolo diametro che legano tra loro i paramenti. Infine, il restauro della muratura è consistito nella pulitura tramite idrolavaggio per rimuovere tracce calcaree presenti sui laterizi, nel trattamento biocida di parti di muratura per eliminare fenomeni biologici e nel restauro delle teste leonine, tramite un trattamento protettivo.
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