il taglio del nastro

L'ospedale Santa Croce e Carle c'è un nuovo reparto di Ostetricia

Nel 2022 sono state registrate oltre 1700 nascite

L'ospedale Santa Croce e Carle c'è un nuovo reparto di Ostetricia
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L’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle ha un nuovo reparto di Ostetricia, che si estende su di una superficie complessiva di 1255 metri quadrati, inaugurato oggi dall’assessore regionale alla Sanità Luigi Genesio Icardi. Un progetto innovativo, che ha previsto la separazione dei percorsi per le neo mamme, con un reparto a bassa intensità e uno ad alta intensità.

C'è un nuovo reparto di Ostetricia

«Il nuovo reparto Ostetricia del Santa Croce – osserva l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi - conferma l’attenzione che da sempre questo ospedale riserva alle neo mamme, implementando i servizi di assistenza con percorsi dedicati e accorgimenti innovativi di notevole valore sul piano della sicurezza e delle cure in fase perinatale e neonatale, grazie anche a un progetto di umanizzazione che migliora in modo determinante la vivibilità degli spazi di degenza. La rete di assistenza degli ospedali hub di ginecologia e ostetricia per le gravidanze a rischio e i parti prematuri rappresenta un fiore all’occhiello della Sanità piemontese e l’ospedale Santa Croce di Cuneo ne è la dimostrazione. Qui sono avvenuti nel 2022 il 6,7 per cento dei parti in Piemonte (1.677 su 24.961), con una percentuale del 48,7 per cento delle gravidanze a rischio seguite in ambulatorio. Vuol dire che l’hub di Cuneo funziona bene e serve da catalizzatore dei casi più a rischio dell’intero territorio provinciale. Molto significativo anche il dato secondo cui al Punto nascita di Cuneo viene ritirato dalle neomamme il 98,9 per cento delle Agende di gravidanza, con una percentuale di compilazione del 86 per cento, tra le più alte in Piemonte».

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I reparti

Nel dettaglio, al reparto di bassa intensità (16 posti letto) dell’Ostetricia di Cuneo, accedono le gravidanze fisiologiche con un setting assistenziale quasi esclusivamente ostetrico, quindi senza medicalizzazione e monitoraggi intensivi, limitati ai casi di necessità.

Nell’area di alta intensità - 20 posti letto collocati anch’essi al quarto piano del nosocomio, vicino a sala parto, sala operatoria per i cesarei, Pediatria e Terapia Intensiva Neonatale (TIN) - vengono ricoverate le donne con patologie o particolari problematiche seguite in modo più intensivo.

I dati nel 2022

Nel 2022 sono state registrate all’ospedale di Cuneo oltre 1700 nascite, il trend quest’anno è leggermente in crescita. «Siamo centro di terzo livello – puntualizza il direttore della struttura complessa Ginecologia e Ostetricia Andrea Puppo – e da noi arrivano le situazioni più complesse, da tutta la provincia di Cuneo. Seguiamo con la TIN i casi di prematurità tra la 24.ma e 34.ma settimana di gravidanza».

Fondamentale la collaborazione con la Terapia Intensiva Neonatale di Cuneo, che è il reparto di riferimento per la “Granda” per i neonati particolarmente fragili, come ad esempio i bimbi nati prematuri o in difficoltà respiratoria.

I commenti

«La sinergia tra i professionisti del reparto di Ginecologia e Ostetricia e quelli della TIN – spiega il direttore della Struttura, Andrea Sannia - è fondamentale per la sicurezza dei nostri bimbi: la condivisione delle informazioni e delle strategie assistenziali, il lavoro di squadra consente di individuare tempestivamente e affrontare più efficacemente gli eventuali problemi. Il successo delle cure neonatali, infatti, inizia ben prima della nascita, con l’attento monitoraggio sia del benessere fetale sia della donna».

Il progetto di umanizzazione è stato messo a punto con la collaborazione del Dipartimento Architettura e Design dell’Università di Genova, con l’obiettivo di rendere più familiari e accoglienti gli spazi della cura destinati all’assistenza perinatale e neonatale.

Illustrano l’intervento Silvia Pericu e Chiara Olivastri: «Il progetto di umanizzazione nell’allestimento dei due reparti di Ostetricia mira a creare spazi più domestici con zone di relax, definite aree di distress, attraverso l’inserimento di elementi decorativi e di arredo che permettono e migliorano la percezione dello spazio da parte di chi fruisce delle cure e del personale medico impegnato nei servizi ospedalieri. In particolar modo le persone esposte a condizioni di stress intenso necessitano di spazi rigenerativi o esperienze micro rigenerative, che spesso possono essere legate all’uso di elementi naturali, di regolazione della luce e del colore e di materiali tattili».

Il progetto fa quindi largo uso di scelte cromatiche bilanciate, di grafiche di comunicazione per il miglioramento dell’orientamento nello spazio, di riconoscimento delle funzioni presenti nel reparto e di grafiche decorative legate ad elementi naturali per migliorare la vivibilità degli spazi di degenza.

Livio Tranchida, commissario Azienda Ospedaliera: «Il nostro impegno a rendere l’ospedale sempre più accogliente, funzionale e sicuro continua. Il Piano Nazionale Esiti predisposto da Agenas riconosce il S. Croce, nell’area parto e gravidanza, un’eccellenza nazionale per esiti e volumi. Questo nuovo progetto che ha previsto la collocazione dell’Ostetricia su di un unico piano, vicino a sale parto, sala operatoria e terapia intensiva neonatale, offre alle neo mamme un percorso più umanizzato e sicuro. Gestire oltre 1700 parti all’anno, con le complessità derivanti dai casi che richiedono la massima intensità assistenziale, necessita di professionalità, formazione e lavoro di squadra, tutti requisiti che non mancano alle équipe della nostra Azienda».

Patrizia Manassero, sindaca di Cuneo: «Il momento del parto è uno di quei momenti che si ricordano per tutta la vita. Farlo in un ambiente sicuro e umanizzato è importante. Qui c'è attenzione e organizzazione intorno al momento della nascita».

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