Un passo concreto verso una sanità più vicina ai cittadini e integrata con il territorio. L’Asl CN1 ha celebrato la fine dei lavori e l’inaugurazione delle prime tre Case della Comunità previste dal piano di riorganizzazione territoriale. Le strutture, situate a Verzuolo, Dronero e Borgo San Dalmazzo, rappresentano le prime di nove sedi che apriranno i battenti entro l’anno. Finanziate con i fondi del PNRR (Missione 6), queste strutture mirano a diventare il cuore pulsante dell’assistenza sociosanitaria, garantendo risposte efficaci soprattutto per le patologie croniche e le fragilità.
I protagonisti dell’inaugurazione
Al taglio del nastro hanno partecipato i vertici dell’Asl CN1, guidati dal Direttore Generale Giuseppe Guerra, insieme ai sindaci dei comuni capofila: Mauro Astesano (Dronero) e Roberta Robbione (Borgo S. Dalmazzo), oltre ai rappresentanti del comune di Verzuolo.
“Oggi compiamo un primo passo importante”, ha dichiarato Giuseppe Guerra. “Queste strutture garantiranno la massima integrazione tra ospedale e territorio. Ringrazio i medici di medicina generale che, attraverso un accordo integrativo, hanno garantito la loro presenza oraria all’interno delle Case.”
Anche l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, ha sottolineato l’importanza dell’evento: “Queste strutture sono il cuore di un modello che mette al centro la prossimità e la presa in carico continuativa dei pazienti. L’intervento si inserisce in un piano regionale da quasi 5 miliardi di euro per rinnovare la rete sanitaria piemontese.”
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Dove si trovano e quali servizi offrono
Le tre nuove sedi sono già operative con un’ampia offerta di servizi:
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Verzuolo (Piazza Willy Burgo 4): Ospita 5 medici di medicina generale, il Consorzio Monviso Solidale, ambulatori di vulnologia, consultorio familiare e servizi infermieristici.
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Dronero (Via Pasubio 7): Oltre ai medici di base e agli infermieri, offre specialistica in cardiologia, diabetologia, neurologia, odontoiatria e dietologia, oltre alla centrale operativa territoriale (COT).
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Borgo S. Dalmazzo (Piazza Don Raimondo Viale 2): Un polo strategico per le valli circostanti. Da metà maggio sarà garantita la presenza dei medici di base; attivi ambulatori specialistici (oculistica, psicologia, fisioterapia), il punto prelievi e l’infermiere di comunità.
I pilastri della Casa della Comunità
Ma cos’è, in concreto, una Casa della Comunità? Si basa su tre concetti fondamentali:
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Prossimità attiva: Un punto di riferimento fisico e relazionale vicino a casa.
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Integrazione multidisciplinare: Medici di base, pediatri, infermieri di famiglia e specialisti lavorano insieme nello stesso spazio.
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Sanità Digitale e continuità: Gestione delle cronicità anche a domicilio grazie alle nuove tecnologie.
L’assistenza infermieristica è garantita 7 giorni su 7 (ore 8-20), mentre l’assistenza medica è coperta H24 (grazie all’integrazione con la Continuità Assistenziale, attivabile tramite il numero 116117).
Il cronoprogramma delle prossime aperture
L’Asl CN1 non si ferma qui. Il piano prevede un’accelerazione nei prossimi mesi:
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Entro giugno: fine lavori per le Case della Comunità di Ceva, Dogliani, Savigliano, Fossano e Saluzzo.
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Entro fine anno: completamento della struttura di Mondovì.
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Ospedali di Comunità: entro fine giugno saranno ultimati i lavori per le strutture di Saluzzo e Cuneo, che si aggiungeranno a quella di Ceva (già pronta con 20 posti letto).
L’obiettivo finale è una rete capillare che permetta ai cittadini di trovare risposte amministrative (scelta medico, prenotazioni) e sanitarie in un unico “Punto Unico di Accesso” (PUA), riducendo gli accessi impropri in ospedale e migliorando la qualità della vita dei pazienti.