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Cuneo, nuovo accordo sugli affitti a canone concordato: più agevolazioni e alloggi sul mercato

Firmata l’intesa tra associazioni di proprietari e inquilini: canoni calmierati, benefici fiscali e nuove regole aggiornate dopo sei anni

Cuneo, nuovo accordo sugli affitti a canone concordato: più agevolazioni e alloggi sul mercato

È stato siglato nella sala giunta del Comune di Cuneo il nuovo accordo territoriale per gli affitti a canone concordato, sottoscritto dalle principali associazioni rappresentative degli inquilini e della proprietà edilizia.

Cuneo, nuovo accordo sugli affitti a canone concordato

L’intesa arriva a quasi sei anni dal precedente accordo del 2019 e punta a rilanciare questa formula, favorendo una maggiore diffusione e contribuendo a rimettere sul mercato gli alloggi attualmente sfitti in città.

Alla firma hanno partecipato quindici organizzazioni sindacali accreditate a livello nazionale, in un passaggio considerato strategico per aggiornare i parametri alla luce dell’attuale contesto socio-economico.

Il canone concordato, introdotto dalla legge 431 del 1998, consente di stipulare contratti di locazione a condizioni agevolate, con durata variabile da un minimo di 3+2 anni fino a un massimo di 6+2. Per gli inquilini ciò si traduce in affitti generalmente inferiori rispetto ai prezzi di mercato, calcolati sulla base di parametri stabiliti nell’accordo, oltre a specifiche agevolazioni fiscali. Anche i proprietari beneficiano di vantaggi, tra cui riduzioni su Irpef, Imu e imposta di registro, a condizione che rispettino i criteri fissati.

Il nuovo accordo introduce una suddivisione del territorio in aree con tre fasce di canone – minima, media e massima – espresse in euro mensili per metro quadrato. Sono inoltre previsti correttivi che possono incidere sul valore finale dell’affitto, ad esempio in presenza di immobili arredati, contratti con tempi di recesso ridotti o durate superiori al tradizionale 3+2.

Sul fronte fiscale, per gli immobili locati secondo i parametri dell’accordo è prevista anche la possibilità di applicare un’aliquota Imu ridotta allo 0,9%, a condizione che l’inquilino stabilisca la residenza nell’alloggio. La verifica della conformità dei contratti spetta alle associazioni e ai sindacati, che rilasciano apposita attestazione.

L’accordo rappresenta un primo passo concreto per affrontare il tema dell’abitare a livello locale, con l’obiettivo di riequilibrare il mercato e offrire maggiori tutele sia ai proprietari sia agli inquilini, incentivando allo stesso tempo il recupero degli alloggi oggi non utilizzati.