Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo: l’Aortic Team tratta con successo un complesso aneurisma dell’aorta. Ricostruita la storia e gli interventi salvavita.
Un caso ad altissima complessità clinica
Un percorso di cura lungo e articolato, affrontato attraverso più interventi e un attento monitoraggio multidisciplinare, ha permesso ad Alessandro (nome di fantasia di 65 anni, giunto a Cuneo da un’altra provincia del Piemonte) di tornare alla propria quotidianità. L’uomo è stato preso in carico nei mesi scorsi presso l’Ospedale Santa Croce e Carle per una patologia di particolare gravità: un aneurisma post-dissecativo dell’aorta toraco-addominale. Il paziente è stato trattato in diverse fasi presso la struttura complessa di Chirurgia vascolare, diretta da Massimo Maione, in stretta collaborazione con i team della Cardiochirurgia, guidata da Maurizio Roberto, e della Cardio-anestesia, diretta da Domenico Vitale.
La strategia chirurgica e l’impiego di tecnologie avanzate
La prima fase del trattamento ha interessato la parte addominale dell’aorta mediante chirurgia tradizionale. Successivamente è intervenuta l’équipe di Cardiochirurgia per la ricostruzione del tratto toracico.
Il direttore della Cardiochirurgia, Maurizio Roberto, ha spiegato i dettagli del delicato intervento: «Abbiamo dovuto sostituire l’aorta ascendente, l’arco aortico e parte dell’aorta toracica discendente: un tratto particolarmente critico perché da lì originano le arterie che irrorano il cervello. È stato un intervento a quattro mani con il collega Massimo Maione: nella sostituzione di questo tratto di aorta abbiamo dovuto anche contemporaneamente assicurare la perfusione cerebrale, portando il paziente a un grado di ipotermia moderata. Preziosa la collaborazione dei cardio-anestesisti, che hanno anche controllato durante l’intervento, con un fibroscopio, l’aorta prima dell’impianto e dopo l’impianto di una protesi speciale detta ibrida».
L’ultimo step del ciclo terapeutico ha previsto l’impiego di una protesi customizzata, modellata su misura dell’anatomia del paziente. Il direttore della Chirurgia vascolare, Massimo Maione, ha illustrato la fase finale: «È stato un approccio di tipo endovascolare, che ha previsto la rivascolarizzazione delle principali arterie a livello addominale, evitando la necessità di interventi complessi con l’apertura del torace e dell’addome».
L’Aortic Center e il lavoro di squadra
Il successo dell’operazione risiede nel modello organizzativo dell’Aortic Center di Cuneo, dove la presenza di un Aortic Team multidisciplinare consente di esaminare i singoli casi ad alta complessità e le relative comorbidità insieme ad altri specialisti, definendo strategie terapeutiche personalizzate.
I direttori Roberto e Maione hanno sottolineato il valore del lavoro d’insieme e le prospettive future: «Le sfide che offrono queste patologie sono veramente complesse, ma abbiamo la fortuna di lavorare con professionisti molto preparati e con tecnologie avanzate. Da sottolineare che anche il personale di comparto e, in questo caso, i tecnici della circolazione extracorporea, sono di alto livello. C’è poi un progetto in itinere con la Fondazione Ospedale Cuneo e il sostegno di Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo per aggiornare la nostra sala ibrida, ciò che ci permette di garantire alla popolazione prestazioni specialistiche di altissimo livello».
Le reazioni delle istituzioni e della direzione
Sull’eccezionalità dell’intervento si è espresso Franco Ripa, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle: «La grande professionalità dei nostri specialisti si esprime sovente con la soluzione di problemi complessi. L’intervento del paziente trattato da cardiochirurghi, chirurghi vascolari e cardio-anestesisti ne è un esempio chiaro: un intervento salvavita reso possibile dal livello di preparazione dei professionisti, ma soprattutto da un lavoro di squadra che fa la differenza, senza dimenticare il supporto tecnologico come la sala ibrida, senza la quale non potrebbero essere trattate determinate patologie».
Infine, l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, ha evidenziato il valore dell’eccellenza pubblica: «Questo intervento dimostra come la capacità di lavorare insieme, unendo competenze altamente specialistiche e tecnologie d’avanguardia, possa fare la differenza anche nei casi clinici più complessi. L’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo rappresenta un punto di riferimento importante per la sanità piemontese, grazie a professionisti capaci di affrontare sfide particolarmente impegnative e di costruire percorsi di cura personalizzati sulle esigenze di ogni paziente. Il risultato più significativo è proprio questo: restituire alle persone la possibilità di tornare alla propria vita quotidiana. È il valore della nostra sanità pubblica, che vogliamo continuare a sostenere e rafforzare».