L’automobile e l’evoluzione della sicurezza

Dalla cintura alla guida senza mani

L’automobile e l’evoluzione della sicurezza

Il 2026 è un anno speciale per la sicurezza automobilistica. Perché si celebra il settantesimo anniversario dell’ideazione di uno dei dispositivi simbolo della tutela delle persone in viaggio: la cintura di sicurezza.

Era il 1956, quando un ingegnere svedese originario di Härnösand, una piccola città a oltre 400 chilometri a nord di Stoccolma, iniziò a lavorare a una soluzione che tutelasse il conducente in caso di incidente. Così, forte della sua esperienza in campo aeronautico, concepì un dispositivo a tre punti, costituito da due fasce, una in diagonale sul torace e una in corrispondenza del bacino, a forma di “V”. Nel 1959 Bohlin lo presentò alla “Volvo”, che lo testò immediatamente su una delle sue vetture, la “PV 544”. Il successo fu così immediato che la casa scandinava rinunciò ai diritti sul brevetto, mettendo questa invenzione a disposizione degli altri partner automobilistici del globo per favorirne la diffusione.

In Italia, la cintura di sicurezza fu resa obbligatoria dalla legge numero 111 del 1988, anche se solo per i posti anteriori dei veicoli. Mentre dal 18 marzo 1990 fu prevista la sua installazione anche per i sedili posteriori. La cintura di sicurezza ha rappresentato la genesi dell’incolumità al volante. Al punto che oggi siamo arrivati alla possibilità di guidare le vetture anche senza le mani. Un’evoluzione frutto di numerose innovazioni nel corso del tempo.

Nel 1973, la statunitense “Oldsmobile Tornado” fu il primo veicolo dotato di airbag. Cioè il dispositivo di sicurezza a palloncino che protegge i passeggeri dagli urti in caso di incidente stradale. In Italia è divenuto di serie sui veicoli a partire dal 2002 e a seguito di una precisa direttiva dell’Unione Europea.

Poco dopo l’airbag, era il 1978, in Europa, e sempre in Svezia, fece l’esordio l‘ABS (Anti-lock Braking System). Cioè, il sistema di antibloccaggio delle ruote dei veicoli durante la frenata. Grazie al quale si può controllare lo sterzo durante le frenate, migliorando la stabilità dell’auto ed evitando sbandate e capottamenti.

Facendo un salto avanti di alcuni decenni, siamo arrivati agli ADAS ((Advanced Driver Assistance Systems). Cioè, i sistemi avanzati di assistenza alla guida. Come il monitoraggio dell’angolo cieco, l’avviso di collisione frontale, il freno di emergenza automatico, l’avviso di deviazione dalla corsia, il controllo della velocità adattivo, etc.

La loro creazione e diffusione è figlia del progresso tecnologico e della sempre più massiccia presenza della componente elettronica. Infatti, gli ADAS funzionano grazie alla combinazione di sensori, microtelecamere e radar installati nel veicolo, che richiamano il guidatore e lo aiutano a correggere la condotta di guida se potenzialmente pericolosa.

La guida senza mani in alcuni tratti autostradali, della quale vi avevamo parlato in uno dei nostri recenti articoli, è solo l’ultima tappa in ordine di tempo di un’evoluzione che, nel futuro prossimo, darà spazio a nuove realtà come l’IA. I dispositivi ADAS sono presenti anche su tutti i veicoli della gamma Ford. Se volete sperimentarli e rendervi conto della loro efficienza, potete prenotare un test drive oppure passare direttamente nelle nostre sedi.