Il caso

Guarene, carta d’identità senza microchip: denunciato un 50enne

Documento manomesso scoperto allo sportello comunale: possibile uso fraudolento, indaga la Procura di Asti

Guarene, carta d’identità senza microchip: denunciato un 50enne

Non si tratta di un caso isolato quello emerso a Guarene, dove la Polizia Locale ha individuato nei giorni scorsi un uomo di 50 anni, italiano e con precedenti di polizia, in possesso di una carta d’identità elettronica apparentemente regolare ma priva del microchip.

Guarene, carta d’identità senza microchip

Il documento era stato esibito presso gli uffici comunali, ma alcuni elementi hanno reso necessario un controllo più approfondito da parte degli agenti. Grazie all’analisi con strumentazione specifica e ai riscontri nella banca dati nazionale, è emerso che la carta d’identità era originale e dotata dei sistemi di sicurezza previsti, ma risultava alterata.

In particolare, il microchip contactless era stato rimosso tramite un’incisione nella parte posteriore del documento. Una manomissione tutt’altro che casuale, che ha portato al sequestro immediato della carta e alla denuncia dell’uomo alla Procura della Repubblica di Asti per falsità materiale commessa da privato.

I rischi legati alla manomissione

La rimozione del microchip compromette la funzione principale della carta d’identità elettronica, che custodisce dati personali e biometrici del titolare, come fotografia e impronte digitali, oltre alle informazioni necessarie per l’identificazione online.

Secondo quanto spiegato dagli agenti, questo tipo di alterazione potrebbe essere collegato a tentativi di frode o utilizzi illeciti nei servizi digitali, dove il chip è fondamentale per l’accesso e l’autenticazione.

Non si escludono scenari che vanno dall’elusione dei controlli elettronici alla creazione di identità parziali da utilizzare in contesti fraudolenti, come l’apertura di conti o la sottoscrizione di servizi. Tra le ipotesi anche quella della clonazione del documento, attraverso l’uso di dati autentici associati a supporti alterati.

Episodi simili, sottolineano dalla Polizia Locale, sono stati segnalati anche in altre zone d’Italia, a conferma di un fenomeno che richiede particolare attenzione.