Nel pomeriggio del primo marzo, le strade del centro di Alba sono state teatro di un arresto che ha messo in luce un ingegnoso stratagemma per il trasporto di sostanze stupefacenti.
Nasconde la cocaina sotto il paraurti con una calamita
I militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri hanno fermato un cittadino macedone di ventisette anni mentre si trovava alla guida della sua Citroën C3. Il giovane ha mostrato fin da subito un nervosismo insolito durante i normali controlli alla circolazione stradale, un atteggiamento che ha spinto gli operanti ad approfondire l’ispezione con una perquisizione completa sia della persona che del veicolo.
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L’intuizione dei carabinieri si è rivelata corretta quando hanno scoperto un sofisticato sistema di occultamento fissato all’esterno della carrozzeria. Sotto il paraurti posteriore sinistro era stato applicato un contenitore magnetico, progettato appositamente per trasportare la droga senza che fosse visibile all’interno dell’abitacolo. All’interno di questo supporto metallico sono stati rinvenuti otto involucri di cellophane contenenti cocaina, pronti per essere smerciati. La tecnica del magnete rappresenta una modalità studiata per eludere i controlli ordinari e rendere più complesso il lavoro delle forze dell’ordine in caso di fermo.
La perquisizione
L’operazione non si è conclusa in strada ma è proseguita presso l’abitazione dell’uomo, dove i carabinieri hanno rinvenuto ulteriori prove dell’attività illecita. Durante la perquisizione domiciliare sono stati sequestrati complessivamente settantasei grammi di cocaina, cinquanta grammi di hashish e sette grammi di marijuana. Oltre alla sostanza stupefacente, i militari hanno recuperato un bilancino di precisione, diverso materiale utile al confezionamento delle dosi e la somma di duecentoventi euro in contanti, considerata il probabile guadagno dell’attività di spaccio.
E’ agli arresti domiciliari
Dopo essere stato trattenuto presso le camere di sicurezza della Compagnia, il giovane è comparso davanti al giudice per il rito direttissimo. Al termine dell’udienza è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari in attesa del processo. È importante ricordare che il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e che, per l’indagato, vige la presunzione di innocenza fino all’eventuale sentenza definitiva.