due interrogazioni

Piemonte, tra sfide montane e sanità: il Consiglio Regionale fa il punto su fondi e servizi

L'assessore Marco Gallo ha fornito una fotografia aggiornata della situazione

Piemonte, tra sfide montane e sanità: il Consiglio Regionale fa il punto su fondi e servizi

Sotto la lente la nuova legge nazionale sulla montagna e il rischio di tagli alle risorse. Focus anche sulla riorganizzazione sanitaria a Torino tra trasferimenti e nuove aperture.

Il futuro delle valli piemontesi e l’efficienza della medicina territoriale nel capoluogo sono stati i temi portanti dell’ultima seduta del Consiglio Regionale. Attraverso una serie di interrogazioni, l’opposizione ha incalzato la Giunta su questioni che toccano direttamente la qualità della vita dei cittadini, dalle valli canavesane alle circoscrizioni torinesi.

La nuova mappa della montagna: più Comuni, ma quali risorse?

Il dibattito sulla nuova legge nazionale sulla montagna ha visto i consiglieri del Pd, Alberto Avetta e Mauro Calderoni, sollevare dubbi sulla rigidità dei criteri di classificazione. Il timore principale riguarda la possibile penalizzazione di aree storiche come le Valli Canavesane e di Lanzo a causa di parametri puramente orografici, che non terrebbero conto delle reali dinamiche socio-economiche.

La posizione dell’assessore Gallo

L’assessore Marco Gallo ha fornito una fotografia aggiornata della situazione:

  • Aumento dei Comuni: In base alla bozza di decreto, il Piemonte vedrebbe salire i Comuni montani da 505 a 558, confermandosi la regione più “montagna” d’Italia.

  • Criticità territoriali: Restano zone d’ombra per le aree appenniniche di Asti e Alessandria.

  • Strategia regionale: Per compensare eventuali esclusioni dai fondi nazionali (FOSMIT, che prevede 200 milioni annui per il triennio 2025-2027), la Regione sta valutando l’uso di fondi propri per sostenere i territori che non rientreranno nei nuovi elenchi.

Gallo ha quindi sottolineato il lavoro di revisione svolto dalla Regione per evitare l’esclusione di numerosi Comuni inizialmente non previsti e ha ricordato che si sta lavorando anche ai criteri socio-economici, con la possibilità di utilizzare i fondi regionali Fosmit per sostenere i territori rimasti fuori dagli elenchi.

“Lavoriamo per evitare che la rigidità dei parametri nazionali lasci indietro territori fragili,” ha rassicurato Gallo, sottolineando l’importanza dei criteri socio-economici oltre a quelli geografici.