Il caso

Un milione e mezzo per la messa in sicurezza delle montagne cuneesi

La fetta più grande della torta dei finanziamenti regionali per le montagne spetta al Cuneese

Un milione e mezzo per la messa in sicurezza delle montagne cuneesi

Un milione e mezzo di euro su cinque milioni totali per tutto il Piemonte, a tanto corrisponde il fondo stanziato dalla Regione per la messa in sicurezza delle zone montane nella provincia di Cuneo.

Cinque milioni per lo sviluppo delle montagne piemontesi

La Regione Piemonte prosegue con determinazione nel sostegno alle aree montane, destinando, attraverso il Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane (Fosmit), circa 5 milioni di euro per la realizzazione di 38 interventi di salvaguardia, prevenzione del dissesto e valorizzazione territoriale nei Comuni totalmente e parzialmente montani del Piemonte. Un impegno che conferma la volontà della Regione di mettere al centro delle proprie politiche i territori che più soffrono gli effetti dei cambiamenti climatici e della fragilità idrogeologica, ma che rappresentano un patrimonio naturale, sociale ed economico irrinunciabile.

La fetta più grande della torta va al Cuneese

Particolarmente significativo è l’investimento in provincia di Cuneo, dove gli 11 interventi finanziati nei Comuni di Argentera, Bernezzo, Caprauna, Cortemilia, Limone, Melle, Robilante, Roccabruna, Venasca, Vinadio, ammontano a 1.487.500 euro, comprendendo lavori di protezione idraulica, la realizzazione di briglie, opere di difesa spondale e la messa in sicurezza di percorsi montani strategici come l’Alta Via del Sale.

In provincia di Alessandria sono stati finanziati tre interventi per un totale di 343.000 euro nei Comuni di Cabella Ligure, Cantalupo Ligure, Casasco, mentre in provincia di Asti i due progetti approvati raggiungono complessivamente 290.000 euro nei Comuni di Sessame e Vesime, con opere mirate alla sicurezza degli abitati e del tessuto urbano dei piccoli centri.

La provincia di Biella beneficia di tre interventi per 372.352,21 euro nei Comuni di Crevacuore, Mongrando e Sagliano Micca, destinati soprattutto al consolidamento di versanti e alla messa in sicurezza di pareti rocciose.

La provincia di Novara riceve 45.000 euro per l’intervento dedicato alla sicurezza della viabilità locale nel Comune di Armeno, mentre la provincia di Torino, con il numero più elevato di progetti – 12 in totale – nei Comuni di Bobbio Pellice, Borgone Susa, Corio, Forno Canavese, Mezzenile, Perosa Argentina, Pessinetto, Pomaretto, Pont-Canavese, Rubiana e Villar Perosa – ottiene 1.583.274 euro per opere che spaziano dalla mitigazione del rischio di caduta massi al contenimento di frane e alla stabilizzazione di rii e versanti.

Completano il quadro la provincia del Verbano-Cusio-Ossola, con due interventi nei Comuni di Massiola e Pieve Vergonte per 390.000 euro, e la provincia di Vercelli, che con quattro progetti raggiunge 361.500 euro, in particolare per interventi idraulici sul fiume Sesia e per il consolidamento della viabilità montana nei Comuni di Balmuccia, Borgosesia, Cellio Con Breia e Quarona.

Come saranno impiegati i fondi

Gli interventi finanziati consentiranno di dare avvio a opere molto attese dai territori: dalla messa in sicurezza di strade comunali e frazionali all’eliminazione di situazioni di rischio legate a frane attive, dalla realizzazione e manutenzione di briglie e difese spondali alla regimazione delle acque superficiali, fino alla protezione di centri abitati, borgate e infrastrutture essenziali. Si tratta di lavori indispensabili per assicurare la continuità dei collegamenti, la sicurezza degli abitanti e la prevenzione dei danni provocati da fenomeni meteorologici sempre più intensi.

Queste risorse confermano una strategia chiara: investire sulla montagna non è una scelta, è una necessità.

Il Piemonte ancora una volta dimostra con i fatti, e non solo con le parole, che la montagna è al centro delle politiche regionali, con una particolare attenzione ai comuni più piccoli, che da soli non avrebbero la forza economica per sostenere opere così importanti.

Le risorse, provenienti dal Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane e dal Fondo Nazionale Montagna, saranno gestite con tempi certi e trasparenti: i Comuni dovranno rendicontare gli interventi entro il 31 dicembre 2027 e potranno utilizzare le eventuali economie di gara per ampliare o completare le opere previste, garantendo così la massima efficacia degli investimenti.