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Allarme influenza aviaria: salgono a 18 i focolai negli allevamenti

Il sottotipo identificato nel Veronese è considerato il più pericoloso tra i 15 ceppi del virus.

Allarme influenza aviaria: salgono a 18 i focolai negli allevamenti
Glocal news 09 Novembre 2021 ore 11:40

Sono 18, attualmente, gli allevamenti colpiti dall'influenza aviaria. Dopo i primi due allevamenti di Ronco dell'Adige, come riporta Prima Verona, per un totale di 24mila tacchini, il virus influenzale (H5N1) ha raggiunto un altro centro a Ronco e uno all'interno di una struttura situata a San Bonifacio.

Influenza aviaria, 18 allevamenti colpiti

Aumenta la preoccupazione in provincia di Verona per i focolai di influenza aviaria che salgono a 18. E' stato proprio il Sivemp Veneto (sindacato italiano veterinari medicina pubblica) a rendere noto l'aumento dei focolai.

Il Ministero della Salute ha emanato un dispositivo dirigenziale con ulteriori misure di controllo sorveglianza per riuscire a contenere la diffusione dell’influenza aviaria istituendo una zona di ulteriore restrizione (ZUR) nella quale adottare misure di gestione del rischio negli allevamenti avicoli.

A distanza di nemmeno una settimana dal primo, il 26 ottobre 2021 si era registrato un nuovo focolaio di aviaria in un allevamento di Ronco all’Adige composto da 11mila tacchini da carne. Ora i focolai di influenza aviaria in provincia di Verona si stanno diffondendo.

E' possibile vedere tutti  Comuni coinvolti e le zone di sorveglianza QUI

L'ultimo, in ordine cronologico, a essere stato individuato, come riporta Prima Verona, era in un allevamento a Nogara: mercoledì 3 novembre 2021 il virus influenzale sottotipo H5N1 ad alta patogenicità era stato individuato all’interno di un allevamento ad Angiari mma non solo perché il virus è stato individuato anche in un altro allevamento a Ronco all’Adige e in due allevamenti di tacchini da carne a San Bonifacio.

I servizi veterinari dell'Ulss 9 Scaligera si sono già attivati per applicare tutte le misure di contenimento previste dalla legge, comprendendo anche l'abbattimento degli animali presenti negli allevamenti.

Come racconta Prima Verona, giorni fa era stato individuato un focolaio di influenza aviaria H5N1 (ad alta patogenicità), all’interno di un allevamento di tacchini a Ronco all’Adige. A renderlo noto è stato il Sivemp (Sindacato italiano veterinari medicina pubblica)

La conferma è arrivata anche dal centro di referenza nazionale dell’IzsVe (Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie). Nello specifico il focolaio è stato identificato lunedì 18 ottobre 2021 all’interno di un allevamento di tacchini da carne femmine.

L'infezione ha già ucciso 200 tacchini

Si trattava, nei primi casi, di due capannoni per un totale di 13mila tacchini. L’unità operativa veterinaria regionale aveva da subito comunicato ai servizi veterinari territoriali che la mortalità in allevamento era molto alta. L’infezione per ora ha già ucciso 200 tacchini, ma anche i restanti dovranno essere abbattuti.

Il secondo caso

Non è però un caso isolato. A distanza di cinque giorni, infatti, un secondo allevamento - con 11mila capi - è stato colpito da un altro focolaio. A renderlo noto sono state le due consigliere PD in commissione Sanità a Palazzo Ferro Fini, Anna Maria Bigon e Francesca Zottis:

“La comparsa di un nuovo focolaio di aviaria in un allevamento di Ronco all’Adige da 11mila tacchini da carne, a pochi giorni e a breve distanza dal primo, in una struttura che ne conteneva 13mila, fa aumentare la preoccupazione. Sia per la contagiosità del virus, sia perché in questa provincia si concentra il 50% della produzione avicola veneta. I due focolai sono stati presto individuati e isolati dai servizi veterinari dell’Ulss 9, ma servono maggiori controlli, possibili solo rafforzando le attività di prevenzione. Le limitazioni alle attività avicole fissate dalla Regione, da sole, non bastano”.

Cosa è l'aviaria

Identificata per la prima volta in Italia più di un secolo fa, l'influenza aviaria è una malattia degli uccelli causata da un virus dell'influenza di tipo A, che può essere a bassa o ad alta patogenicità. Diffusa in tutto il mondo, l'influenza aviaria è in grado di contagiare pressoché tutte le specie di uccelli, anche se con manifestazioni molto diverse, da quelle più leggere fino alle forme altamente patogeniche e contagiose che generano epidemie acute.

Se causata da una forma altamente patogenica, la malattia insorge in modo improvviso, seguita da una morte rapida quasi nel 100% dei casi. La paura di una nuova pandemia, originata da un passaggio del virus aviario all’uomo, ha messo in moto una serie di misure straordinarie di prevenzione in tutto il mondo.

Rischio di contagio per l'uomo

Dall’inizio della presente epidemia nelle zone del Sud-est , che ha preso il via nel corso del 2003, l’Oms ha lanciato un allarme a tutte le istituzioni internazionali a cooperare per attuare piani e azioni preventive per ridurre il rischio di passaggio all’uomo del virus aviario.

Dei 15 sottotipi di virus aviari, il  H5N1 circolante dal 1997, è stato identificato come il più preoccupante proprio per la sua capacità di mutare rapidamente e di acquisire geni da virus che infettano altre specie animali. Gli uccelli che sopravvivono a H5N1 lo rilasciano per un periodo di almeno 10 giorni.

Dall’inizio del 2003, H5N1 ha effettuato una serie di salti di specie, acquisendo la capacità di contagiare anche gatti e topi, trasformandosi quindi in un problema di salute pubblica ben più preoccupante. La capacità del virus di infettare i maiali è nota da tempo, e quindi la promiscuità di esseri umani, maiali e pollame è notoriamente considerata un fattore di rischio elevato.

Nelle epidemie recenti, a partire dal 2003, è stata documentata la capacità di questo virus di contagiare direttamente anche gli esseri umani, causando forme acute di influenza che in molti casi hanno portato a morte.

Il rischio principale è che la compresenza del virus aviario con quello dell’influenza umana, in una persona infettata da entrambi, faciliti la ricombinazione di H5N1 e lo renda capace di trasmettersi nella popolazione umana.

Le misure da attuare con effetto immediato sono:

  • chiusura del pollame e dei volatili in cattività degli allevamenti all’aperto di tutto il territorio nazionale (il pollame e tutti gli altri volatili allevati in cattività, ove detenuti all’aperto, devono essere trasferiti e trattenuti all’interno di idonei edifici; qualora tale misura non fosse realizzabile, è necessario che gli alimenti e l’acqua destinata agli animali vengano protetti dal contatto con l’avifauna selvatica.
  • obbligo, per chiunque detenga volatili, di segnalare al distretto veterinario competente i sospetti riferibili a influenza aviaria tra gli animali detenuti ovvero la comparsa di sintomatologia clinica ed aumenti di mortalità