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proteste anti-certificato verde

Negozi ribelli chiudono per Green pass e la farmacia invece non li stampa più

Da Cuneo a Torino, in Piemonte fioccano le iniziative contro l'obbligo.

Negozi ribelli chiudono per Green pass e la farmacia invece non li stampa più
Glocal news 15 Ottobre 2021 ore 15:49

A Trieste, Genova e Ancona si bloccano i porti, in Liguria un Comune resta chiuso perché tutti i dipendenti scioperano. La giornata di oggi, venerdì 15 ottobre 2021, è quella delle proteste in tutta Italia contro l'obbligo del Green pass sul lavoro. E anche due piccole attività hanno deciso a modo loro di esprimere contrarietà per il provvedimento del Governo. Un negozio chiude i battenti e una farmacia... non stamperà più i certificati.

Negozio ribelle chiude per protesta contro il Green pass

Come racconta la Nuova Provincia, ad Asti Stefano Soriani, titolare da trent'anni del negozio di cornici "Belle Arti", ha deciso di tenere abbassata la serranda per protestare contro il certificato verde.

Il negozio rimarrà aperto ai clienti solo nei giorni di venerdì e sabato "perché – spiega il titolare – mi sottoporrò al tampone solo una volta alla settimana, il giovedì".

"Fino ad oggi ho sempre rispettato le regole anti-Covid:   mascherina in presenza di altri, ho sempre igienizzato le cornici toccate dai clienti e permesso l’entrata in negozio a una persona alla volta. Ma l’obbligatorietà del green pass è un’altra faccenda considerato che il lavoro è la base della nostra democrazia. Mi viene imposto l’obbligo del Green pass nonostante io lavori da solo, non abbia dipendenti e abbia sempre rispettato tutte le regole. Non è giusto".

Soriani non è un No vax, ma è scettico su questo vaccino:

"Non mi sono sottoposto al vaccino  perché non lo ritengo come gli altri che ho fatto senza problemi. Ho fatto tutti i vaccini, ma dico no a questo. Abbiamo lavorato quando c’era davvero il pericolo di essere contagiati, ma ora che il rischio è molto più basso, ci impediscono di farlo. A queste condizioni non ci sto. La mia è una forma di protesta molto semplice, ma ho già deciso che se questo obbligo dovesse durare a lungo, anche dopo il 31 dicembre, sarò costretto a chiudere definitivamente il negozio. Andrò a fare altro".

Il supermercato che chiude

Restando in Piemonte, anche il supermercato Eurospin di Brusasco, provincia di Torino, ha deciso di tenere chiuso. Le motivazioni sono state illustrate in un post su Facebook.

"Avvisiamo i gentili clienti che venerdì 15 ottobre il nostro punto vendita resterà chiuso. Consapevoli di essere una goccia nel mare, sicuramente di poco peso politico, i titolari rimangono fermamente convinti che ciò che sta avvenendo in Italia è di gravità assoluta e intendiamo lasciare un nostro piccolo segno. Perdiamo una giornata di entrate ma, consideriamo che a fronte della perdita della libertà e  il venir meno al diritto al lavoro, sia poca cosa".

 

La farmacia che non stampa più i certificati

Prima Cuneo racconta invece della decisione di una farmacia di Bra di non stampare più i certificati. Non perché manchi la carta o ci siano problemi di sovraffollamento, ma per una precisa scelta.

A balzare all'occhio è stata infatti soprattutto una considerazione a margine del cartello:

"In questa farmacia non si stampa più il Green Pass. Gentili clienti, ci scusiamo per il disagio, ma non riusciamo più a star dietro a tutte le richieste di un Governo che ha vomitato sulle nostre spalle le proprie fantasie anticostituzionali".

 

In realtà il cartello non è di oggi, ma era stato affisso diversi mesi fa per segnalare alla clientela che nella farmacia non si eseguiva più il servizio di "stampa" dei Green pass.

Il dottor Francesco Barosi aveva aggiunto una nota critica in calce (il cartello era stato poi quasi subito rimosso), vedendo il proprio mestiere in qualche modo svilito. Giustamente, ha pensato "Ma siamo una farmacia o una copisteria?" e da allora ha legittimamente deciso di non fornire più il servizio di stampa alla clientela.

La farmacia Barosi, ad ogni modo, prosegue con l'esecuzione dei tamponi, supporta le tantissime richieste dai lavoratori ancora senza copertura vaccinale, favorendo così l'emissione automatica tramite del Green pass, tramite email.

 

Altra protesta, nel Torinese, quella della Caluso Prink, che ha tenuto chiuso il negozio soltanto per la giornata di oggi, venerdì, e riprenderà il lavoro da sabato 16 ottobre.